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Baldini: «Per allenare la Nazionale ci vuole un certo curriculum e io non ce l’ho. Il calcio italiano è in mano a dirigenti che pensano ai propri interessi!»

mauro.pioli

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Baldini, ct ad interim della Nazionale italiana, ha rilasciato queste dichiarazioni in conferenza stampa. Le sue parole

Inizia oggi, venerdì 29 maggio, il ritiro della Nazionale italiana in vista delle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia. Alle ore 14:00, il c.t. ad interim Silvio Baldini, subentrato alla guida degli azzurri dopo le dimissioni di Gattuso, ha parlato in conferenza stampa dettando le linee guida della sua gestione, tra scelte tecniche e dure critiche al sistema.

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Il gruppo e le scelte: il ruolo di Donnarumma

Baldini ha deciso di convocare in blocco la sua Under 21, aggiungendo due elementi fuori quota per preparare il terreno in vista dei prossimi impegni internazionali: “Ho convocato il mio gruppo e due giocatori di livello come Donnarumma e Pio Esposito perché anche in funzione delle Olimpiadi vedo la possibilità di avere questi giocatori. Loro due rientrano in questa possibilità”. Una menzione speciale è andata proprio al portiere e capitano azzurro: “È stato l’unico a contattarmi dandomi disponibilità e a me non è parso il vero. Il messaggio è chiaro: il calcio italiano vuole vedere un cambiamento. Più di così cosa si poteva fare”. Sulle assenze dei veterani, ha chiarito: “Non sono rimasto deluso dal fatto che nessun altro mi abbia contatto. La ferita dopo la Bosnia è ancora troppo grande”.

La dura critica al calcio italiano

Il tecnico non ha usato mezzi termini per analizzare la crisi del calcio italiano, puntando il dito contro le gestioni societarie e le mancate transizioni dei giovani verso la Nazionale maggiore: “Il calcio italiano è in mano a dei dirigenti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del gioco del calcio. Si punta a fare mercato con giocatori anziani e non coi giovani perché questo aiuta a fare i propri interessi. Non mi devo nascondere, sono cose che ho sempre detto. Alcune persone le chiamo ‘lestofanti’, e spesso questi hanno in mano le redini di questo gioco”. Baldini ha ribadito l’assurdità di certe scelte dei club: “Che senso ha tesserare un giocatore di 39 anni anziché valorizzare un giovane del proprio vivaio?”.

Regole, libertà e il futuro CT

Sulla gestione del gruppo, l’allenatore chiede disciplina ferrea, ma spensieratezza col pallone tra i piedi: “Il mio obiettivo è portare in questo gruppo la libertà di esprimere il proprio talento, senza troppi condizionamenti tattici. Questo però richiede un grande sacrificio: quando non abbiamo il possesso, pretendo che si corra per recuperare il pallone il prima possibile; se qualcuno lo perde, gli altri devono scalare e stringere le linee per evitare di subire gol”. Sulle regole interne è inflessibile: “Non credo nelle multe, le trovo riduttive e penso non aiutino a comprendere l’errore; con me, chi sbaglia va a casa”.

Infine, parlando del suo futuro e del prossimo CT, Baldini mostra grande realismo: “Penso che per allenare la Nazionale Italiana ci voglia un certo curriculum. E io non ce l’ho”. Ha poi aggiunto: “lo credo nel merito, non nei colpi di fortuna. lo oggi sono qua perché Gattuso si è dimesso, non l’avessero fatto io non sarei qua”, auspicando che la FIGC scelga al più presto “allenatori con un curriculum solido”.

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