Cagliari, Cellino merita sostegno dei tifosi

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In molti credevano che il nome di Massimo Cellino sarebbe tornato prepotentemente alla ribalta da un momento all’altro, ma per l’ennesimo esonero di un allenatore, compito che comunque gli spetta di diritto. La questione maturata è invece ben diversa e ormai nota a tutta Italia, che punta il dito contro il presidente rossoblù.

È palese che il numero uno del club isolano abbia commesso un’azione esagerata, andando nella direzione contraria di un ordine giunto da un organo ufficiale dello Stato come la Prefettura, ma tutto non è che la reazione rabbiosa e disperata ad una situazione ormai resasi impossibile da sopportare per una persona a cui negli ultimi anni, e specialmente negli ultimi mesi, sono state sottratte energie mentali a quantità industriali. I presupposti per poter far tornare la squadra a giocare in Sardegna c’erano, come emerso da un documento firmato dal Ministero dell’Interno datato 20 settembre 2012 che prevedeva alcune condizioni che la società sarda non avrebbe avuto alcuna difficoltà ad attuare. Eppure sono stati incassati ulteriori pareri negativi, che gli ingegneri di fiducia del club non hanno riscontrato. E un Cellino ormai stufo ha deciso di prendere di pugno la questione invitando coloro i quali avevano già sottoscritto l’abbonamento o acquistato il biglietto per assistere al match contro i giallorossi, di recarsi ugualmente a Quartu.

Decisione subito contestata dal prefetto Balsamo che ha costretto il match al rinvio a data da destinarsi. Anche se alla fine il risultato potrebbe scaturire senza che le due formazioni si presentino in campo, con i capitolini che avrebbero chiesto la vittoria a tavolino per 0-3, come se la trasferta inutile in terra sarda avesse causato loro un danno economico in grado di mandarli in bancarotta. È tuttavia nelle loro possibilità agire nella maniera descritta, però un pizzico di buon senso, analizzando la paradossale vita recente dei rossoblù, da Roma potrebbe essere almeno abbozzata.

La voglia di Cellino di far riabbracciare quanto prima calciatori e tifosi lo espone ora ad una lunga lista di provvedimenti disciplinari non solo a livello di giustizia sportiva ma anche ordinaria, che vanno dal daspo o all’inibizione nei suoi confronti e alla già citata sconfitta a tavolino e un punto di penalizzazione in classifica per la squadra. Basterà aspettare i prossimi giorni per vedere cosa realmente accadrà.

Intanto Ficcadenti e i suoi cominceranno a prepararsi per la trasferta sul campo del Milan, chiamato a sfatare la maledizione che non ha ancora visto alcuna delle due squadre meneghine vincere al Meazza dall’inizio della stagione. La speranza è che i giocatori rispondano sul campo a quanto successo negli uffici, come rientra nei loro doveri contrattuali, restituendo un parziale sorriso al loro caro presidente, che merita il sostegno da parte di tutta la tifoseria, la ragione più grande per cui si è messo in un gran bel guazzabuglio.