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Milan, vendere Niang un errore inammissibile

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M’Baye Niang al centro di voci di calciomercato: il Milan deve fare muro, ecco perché

Il grande avvio di stagione con tre reti ed altrettanti assist in sette gare di campionato, poi il buio con l’aggravante del rigore decisivo mancato nello scontro diretto dell’Olimpico sul campo della Roma e sul risultato di 0-0: M’Baye Niang ha decisamente staccato la spina. Dicembre ’94, ventidue anni appena compiuti e di fatto prima stagione con responsabilità da protagonista: alti e bassi dunque da perdonare?

INQUADRAMENTO TATTICO PERFETTO – Niang è innanzitutto l’attaccante ideale per il Milan di Montella: nel 4-3-3 del tecnico rossonero parte di base da esterno sinistro del tridente offensivo, in modo tale da poter rientrare sul piede forte e fare la differenza grazie alla sua tecnica di base. Dotato però di gran forza fisica ed esplosività nell’accelerazione, è facilmente spostabile sulla corsia destra – dove agirebbe da esterno puro – o nel ruolo di riferimento offensivo. E’ insomma quel jolly che tutti gli allenatori vorrebbero vantare: peraltro in giovanissima età e dunque perfettamente malleabile rispetto alle esigenze tattiche. Sul suo profilo ci si può lavorare a piene mani ed è quanto sta diligentemente svolgendo Vincenzo Montella.

LA FIDUCIA DI MONTELLA – L’allenatore rossonero, che è oramai tecnico esperto se valutiamo il curriculum delle sue esperienze, lo ha subito elevato a cardine del nascente progetto: oltre la tattica, un ruolo di responsabilità, vedi ad esempio il calcio di rigore cruciale nello sviluppo della gara dell’Olimpico. Poi magari lo sbaglia ma si sa, con i giovani tocca avere pazienza. Aspettarli, alla prossima non falliranno e ti renderanno tutto. Tutta la fiducia mai messa in dubbio dall’allenatore. Vincenzo Montella non è tipo da passi indietro: si è fidato di Niang ed ora, dopo la cupa chiusura di 2016, lavora per rilanciarlo ai suoi livelli.

PROGETTO MILAN – E non ci sono situazione ed allenatore più indicato per far sì che questo avvenga: il Milan è ripartito da un’idea meravigliosa, quella di rifondare un ciclo aureo partendo dalle basi, non scegliendo – perché non sempre si può farlo, ci sono epoche ed epoche – i migliori calciatori in circolazione ma creandoseli da sé. Coltivando i giovani più brillanti del proprio vivaio ed aggiungendone alcuni prelevati altrove, presentando in campo una squadra fresca e reattiva che magari continuerà a mancare alcuni appuntamenti cruciali ma che intanto si è guadagnata il terzo posto virtuale della classifica di Serie A e che ha battuto due volte i campioni in carica della Juventus. Da ultimo a Doha, in occasione della Supercoppa Italiana, prendendosi il primo trofeo della nuova era.

CON NIANG – Nell’humus appena descritto, privarsi di uno dei giovani più interessanti e potenzialmente esplosivi a disposizione avrebbe il sapore dell’errore imperdonabile. M’Baye Niang non si innesta in un quadro in cui è vietato sbagliare: piuttosto in un elevato e brillante progetto di crescita complessiva che consente anche alcune battute d’arresto ma che si avviterebbe su sé stesso qualora i suoi pezzi dovessero poi maturare altrove. Non è vietato sbagliare dunque ma è vietato vendere: è il Milan e soltanto il Milan a dover beneficiare dell’affermazione dei suoi attuali talenti. Gran parte della piazza rossonera ha compreso il senso del nuovo ciclo: di questo Niang è parte integrante ed ogni offerta di calciomercato va gentilmente rispedita al mittente.