Calciomercato Roma, confusione sul caso Borini. Una cessione avventata - Calcio News 24
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2012

Calciomercato Roma, confusione sul caso Borini. Una cessione avventata

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Non soltanto in casa Milan c’è aria di poca chiarezza, volendo usare un eufemismo: la scelta compiuta dalla Roma relativa alla cessione di Fabio Borini al Liverpool è apparsa altrettanto confusionaria ed in controtendenza con un progetto fondato su giovani di valore e prospettiva. L’attaccante emiliano, classe 1991, dopo una stagione condizionata da un infortunio ma condita da dieci reti all’attivo, è passato al Liverpool per 13,3 milioni di euro, più un eventuale milione di bonus legato ai risultati che il club inglese raggiungerà nella prossima stagione.

CAOS ROMA: PRIMA IL RISCATTO ALLE BUSTE, POI L’IMMEDIATA CESSIONE – La premessa: la politica societaria stabilita in casa Roma è oltremodo apprezzata, ancor di più la chiarezza dei dirigenti che non perdono occasione per ribadire le fondamenta del progetto – investimenti mirati su giovani talenti di valore che possano assicurare un futuro roseo alla squadra – dimostrandosi un libero aperto nei confronti di una piazza più volte delusa. E’ proprio in tale direzione che non si trovano spiegazioni valide alla cessione di Borini: si parlerà in seguito del suo rendimento, ma è contrastante la gestione della vicenda. Prima il tanto agognato successo alle “buste”, quando la società giallorossa ha riscattato dal Parma l’intero cartellino dell’attaccante per 5.3 milioni di euro; poi le dichiarazioni di rito da parte dei massimi dirigenti, entusiasti di poter puntare ancora su Borini per rilanciare il progetto iniziale. Borini sembrava essere il prototipo di attaccante ideale per i schemi di Zeman e la sua manifestata volontà era quella di restare alla Roma. L’epilogo con una cessione inattesa, avventata ed inspiegabile: un punto di rottura con la politica adottata.

IL RENDIMENTO DI BORINI: UNA LUCE IN UNA STAGIONE CONTRADDITTORIA – Nella Roma del nuovo corso americano pochi hanno brillato in una prima stagione dal rendimento contrastante: deludente il risultato finale – un settimo posto al di sotto delle aspettative iniziali – ma proprio Fabio Borini è risultato alla fine una delle luci di una complessa annata. L’attaccante ex Chelsea ha disputato 26 partite stagionali, non tutte impiegato dal primo minuto, realizzando dieci reti; oltre ad un bottino di tutto rispetto, ha messo in mostra diverse qualità, su tutte dinamismo, grinta, abnegazione alla causa e duttilità tattica. Amato dai tifosi dopo una sola stagione per le sue caratteristiche e premiato da Cesare Prandelli con la convocazione in nazionale per l’Europeo in Polonia-Ucraina. La piazza giallorossa si è palesemente espressa contro la cessione del giovane attaccante, invocando un ripensamento da parte della società che poi non si è verificato tale.

IL FUTURO: SARA’ DESTRO IL RINFORZO PER ZEMAN – La Roma è la società che si è mossa per prima e con più insistenza su Mattia Destro, in prima persona con il direttore sportivo Walter Sabatini, intenzionato a regalare a Zeman l’attaccante dell’Under 21. Come riportato in tempi non sospetti dalla nostra redazione, l’affare si farà: ma agli albori della trattativa la società valutava la possibilità dell’innesto di Destro senza ricorrere ad una cessione nel pacchetto offensivo. Offrendo poi al tecnico boemo, con Totti, Lamela, Bojan, Osvaldo e lo stesso Borini, un attacco super, mix perfetto di talento, potenzialità di crescita ed esperienza. Non è andata così: sei attaccanti di livello sono stati ritenuti eccessivi dai vertici dirigenziali giallorossi e, complice l’importante offerta da parte dei Reds, si è optato per la cessione. Ancora un talento italiano che lascia la Serie A: ulteriore segnale di un depauperamento dei club nostrani chiamati ora ad indovinare ogni investimento per porre freno ad un fenomeno poco rassicurante per presente e futuro del nostro movimento calcistico.