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Come Gattuso ha trasformato e rivitalizzato il Napoli

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In pochi mesi, Gattuso ha trasformato il Napoli. La finale di Coppa Italia manifesta bene le caratteristiche della squadra

Gattuso ha vinto il suo primo trofeo da allenatore in una partita che fotografa bene la profonda trasformazione del Napoli negli ultimi mesi. Ancelotti aveva una squadra molto propositiva, che attaccava con tanti uomini sopra la linea della palla: il problema è che era estremamente fragile nelle transizioni difensive, molto scoperta ogni volta che si perdeva il possesso. Inoltre, faticava quando doveva stare per troppo tempo nella propria metà campo.

napoli allan

Un esempio nella slide sopra. Napoli molto scoperto in mezzo.

Al contrario, Gattuso ha drasticamente modificato la fase di non possesso, cosa che si è vista sia contro la Juve (anche nel match di campionato) che nelle semifinali di Coppa Italia contro l’Inter. Oggi il Napoli quasi rinuncia ad aggredire l’avversario nella sua metà campo, opta anzi per un baricentro molto rinunciatario puntando sulla compattezza nella propria trequarti.

Contro la Juve, ha blindato alla perfezione gli spazi centrali, per i bianconeri era impossibile verticalizzare tra le linee visto che c’erano undici uomini sotto la linea della palla. I campioni d’Italia erano così costretti ad allargare il gioco, ma anche in quel caso il Napoli era super compatto nello scivolare orizzontalmente in zona palla, intasando gli spazi. Per la Juve, era quasi impossibile triangolare, di conseguenza era costretta a tornare indietro. Gli esterni bianconeri non sono quasi mai stati messi nelle condizioni di puntare i terzini avversari, proprio perché circondati da maglie avversarie.

https://twitter.com/dariopergolizzi/status/1273544716144054272

Come si vede nel tweet sopra, il Napoli è tempestivo nello scivolare in fascia.

Spicca la continuità e la precisione con cui il Napoli riesce a mantenere un baricentro tanto passivo quanto compatto. La squadra è sempre unita Anche i giocatori più offensivi dimostrano una generosità encomiabile senza palla: Insigne e Callejon sono sempre in raddoppio sui terzini, in una posizione molto bassa in supporto di Rui e Di Lorenzo. Non è semplice convincere calciatori abituati a un gioco più dominante con la palla a stare per così tanto tempo ripiegati dietro. Discorso che vale, anche se in maniera diversa, per mezzali come Zielinski e Fabian Ruiz. Eppure, il Napoli a tratti sembra impenetrabile.

napoli gattuso

La grande compattezza del Napoli che blinda gli spazi centrali in zona di rifinitura. Squadra cortissima e stretta in pochi metri, la Juve è costretta ad andare in fascia.

Sarebbe però fuorviante, come purtroppo molti stanno facendo, spacciare Gattuso come un “anti-moderno” o allenatore vecchio stile. Senza dubbio, il suo Napoli è poco “coraggioso” senza palla e privilegia difendersi un blocco basso. In fase di possesso, però, si tratta di una squadra propositiva e moderna, con una prima costruzione tanto ricercata quanto insistita, che cerca di attirare l’avversario molto indietro per creare superiorità numerica alle spalle delle linee di pressione.

D’altronde, anche così si spiega la titolarità di Ospina, proprio per il suo contributo che dà nell’impostazione. Segno di come Gattuso voglia una formazione che palleggi in modo preciso da dietro. Certo, la fase di possesso ha ancora ampi margini di crescita, ma si nota già la voglia dell’allenatore di costruire un undici a suo agio nella circolazione del pallone.

Prima dello stop per il Coronavirus, il 433 dei partenopei sviluppava e costruiva soprattutto in fascia, con triangoli tra ala, terzino e mezzala. Contro la Juve si sono invece viste rotazioni interessanti a centrocampo, con Fabian Ruiz e Demme che si scambiavano spesso la posizione. Dopo qualche difficoltà iniziale, il Napoli ha mosso sempre meglio la palla, facendo girare a vuoto la pressione avversaria e trovando l’uomo tra le linee.

Un esempio nella slide sopra. Prolungato possesso da dietro, con Demme che arretra e Ruiz che invece, in alto a sinistra, avanza la propria posizione. La Juve non riesce a seguire il suo movimento, con il Napoli che esce dal basso.

Insomma, pare riduttivo parlare di semplice “catenaccio”, visto che il Napoli ha una mentalità molto propositiva in fase di possesso e utilizza diversi strumenti del gioco di posizione. Non dobbiamo poi dimenticare che Gattuso finora ha allenato complessivamente poche partite sulla panchina partenopea, di conseguenza il suo progetto tattico è ancora una bozza tutt’altro che definita. Di certo, ha già stravolto la propria filosofia rispetto alla squadra di Ancelotti. Il fatto che i giocatori credano pienamente in quello che fanno (basti pensare alla generosità di Insigne e Callejon nei ripiegamenti) fotografa bene la presa importante che Gattuso ha avuto nel gruppo.

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