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Conferenza stampa Zangrillo: «Renderemo internazionale il calcio nella città di Genova»

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Conferenza stampa Zangrillo, il nuovo presidente rossoblù si presenta al popolo genoano. Le sue dichiarazioni

Alberto Zangrillo, nuovo presidente del Genoa, è stato presentato oggi in conferenza stampa.

PRESENTAZIONE – «Grazie a Josh, è un grandissimo onore essere di fianco a lui. Ringrazio lui e i partners per questo ruolo che mi è stato conferito e che cercherò di affrontare con serietà, trasparenza ed impegno. Siamo di fronte ad uno scenario straordinario, un progetto a lungo termine che ha intenzione di internazionalizzare il calcio nella città di Genova partendo dal Genoa. Le grandi ambizioni di 777 sono quelle di non trascurare mai il mandato. Non sono preoccupato dalla partita che ho visto ieri, c’è un progetto importante davanti a noi sul quale stiamo lavorando».

CONIUGARE IL LAVORO – «Sono una persona che dorme molto poco, non c’è stato molto tempo per preparare questo evento. Coniugare i miei impegni significa essere pragmatici e le priorità devono essere correlate alle criticità».

SITUAZIONE – «Cercherò per il bene del Genoa di rispondere ai desideri della proprietà. Le ambizioni di 777 sono quelle di non trascurare mai il mandato, cercare di fare da collegamento fra le persone che non hanno conosciuto direttamente la realtà genovese. Non sono preoccupato da quanto ho visto ieri. Dobbiamo concentrarci sul progetto, ne abbiamo uno importante davanti a noi».

BERLUSCONI E PREZIOSI – «Colgo l’occasione per sfatare i pregiudizi attorno ai miei amici e ai miei pazienti. Non ho sentito il bisogno, non per presunzione, di chiedergli dei consigli. Sono stato lontano dalla politica perchè questo mio voler essere autonomo mi garantisce una liberà di azione, motivo per cui Josh e gli altri mi hanno dato la loro fiducia».

RICORDI – «I miei primi ricordi di tifosi sono di quando ero bambino. Giocatori preferiti ce ne sono parecchi. Io mi sento con una certa frequenza con Diego Milito, che quando ha saputo che andavo a ricoprire questo ruolo si è messo subito a disposizione. L’ha fatto col cuore libero, con il cuore di una persona che qui a Genova ha lasciato una parte importante di sè».

MERCATO – «Evidente che qualcosa andrà fatto sul mercato, non compete a me ma se mi sarà chiesto un parere lo darò sicuramente. Già stanotte ne abbiamo parlato, ma il mio ruolo è un altro».

TIFOSI – «Quello che ha cercato di spiegare Wander è che siamo di fronte ad una rivoluzione. Questo significa abbandonare i vecchi schemi che ti facevano vivere alla giornata, pensando di risolvere tutto accontentandosi di un risultato intermedio. E’ chiaro che attraverseremo momenti difficili, in cui abbiamo bisogno che il popolo genoano continui a tifare per noi più forte di quanto faceva prima. Fare la rivoluzione non è facile, significa cercare di attirare i giovani per creare una nuova esperienza. Cerchiamo di trovare il meglio. Spesso ci si riesce, a volte no, ma siamo in ottime mani».

MINI-ABBONAMENTO – «Lo spettacolo di ieri è stato meraviglioso, il cuore di Wander, come da lui detto, ieri batteva forte. Ci ha colpito il tributo che la Nord ha dato alla squadra nonostante la sconfitta. I miei amici di 777Partners hanno sempre dimostrato un grande rispetto nei confronti dei tifosi e di chi va allo stadio. Lo hanno dimostrato quando con il Verona hanno fatto entrare i tifosi senza pagare il biglietto».

MURALES – «Hanno avuto l’impatto che meritavano. Siamo di fronte a persone che sanno cosa c’è dietro e vogliono rispettare la storia. So che ci sono state delle polemiche e sono rispettoso dell’autorità competente per cui non spetta alla società decidere come agire. Quando c’è qualcosa di bello però non deve essere reciso come un bellissimo fiore».

COPPE EUROPEE – «Posso dire che si lavora per qualcosa di importante. Il lavoro sportivo è importante».

SOGNI – «I fatti parlano da soli. In questa situazione, se impazzissi e volessi l’equivalente di Cristiano Ronaldo non farei il bene del Genoa. La scelta di un profilo di allenatore come Shevchenko risponde alla finalità primaria del progetto che abbiamo intrapreso. E’ un allenatore che ha una capacità di interpretare nel modo migliore i filoni logici per fare un discorso differente. Continuare a sognare come un tifoso vorrebbe dire banalizzare il mio ruolo».

SHEVCHENKO – «E’ un grande campione che ho conosciuto ai tempi del grande Milan. Ci siamo abbracciati e ci siamo guardati negli occhi. Una domanda in questo momento la faccio io a voi: Shevchenko, profilo internazionale, se non avesse avuto rassicurazioni dal dottor Wander come avrebbe accettato questo suo nuovo ruolo?».

COINVOLGIMENTO – «Il bene del Genoa, per parte mia, è non essere coinvolto. Devo sforzarmi di non ragionare da tifoso. Devo rispondere al mandato che mi è stato proposto e che ho accettato che deve essere un ingrediente importantissimo che non deve farmi commettere l’errore di andare al di là del mio perimetro d’azione».