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Conte Napoli, faccia a faccia con De Laurentiis soltanto dopo la Champions: occhio alla rifondazione in vista

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Conte Napoli, faccia a faccia con De Laurentiis soltanto dopo la Champions: occhio alla rifondazione in vista. Il punto tra mercato e futuro

Antonio Conte è stato chiaro: il faccia a faccia decisivo con Aurelio De Laurentiis avverrà solo a qualificazione Champions aritmeticamente in tasca. Al Napoli basta una vittoria nelle ultime tre giornate per blindare l’obiettivo e puntare a un secondo posto che, seppur onorevole, non cancella le amarezze stagionali. Lontani dalla lotta per confermarsi campioni d’Italia, fuori ai quarti di Coppa Italia e clamorosamente 30esimi nella fase a gironi di Champions League, gli azzurri sono consapevoli che serve un netto cambio di rotta. Il focus di oggi di Tuttosport.

Il nodo ingaggi

Sul tavolo presidenziale pesano questioni strutturali, a partire da un monte ingaggi lievitato a 109 milioni lordi (135 con i bonus). Il dato allarmante è che ben il 61% di questa somma finanzia i giocatori over 30. Lo svecchiamento della rosa è un imperativo categorico:
• I partenti: Juan Jesus e Spinazzola saluteranno a parametro zero. Titoli di coda anche per Romelu Lukaku, zavorrato da un ingaggio di 7,6 milioni lordi.
• I rebus: resta in bilico il futuro di Kevin De Bruyne (top earner con 11,1 milioni) e di Alex Meret, ormai superato nelle gerarchie tra i pali da Milinkovic-Savic.

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La grana infortuni

Il mercato in uscita sarà un vero rompicapo. A fine stagione rientreranno dai prestiti 20 giocatori (costati complessivamente 142,5 milioni). Di questi, ben 80 milioni sono stati investiti proprio nell’era Conte per elementi come Lucca, Lang e Rafa Marin. Negli ultimi due anni il saldo acquisti-cessioni registra un passivo pesante di 164,5 milioni. A questo si aggiunge il capitolo infermeria: 42 stop stagionali, di cui 33 di natura muscolare. Un dato inaccettabile su cui De Laurentiis pretende estrema chiarezza.

I numeri neri della gestione Conte

Statistiche alla mano, per il tecnico salentino è la peggior stagione dal suo primo anno alla Juventus, essendo l’unica in cui non supererà la soglia degli 80 punti. Anche l’attacco ha tradito le attese: 8 gare su 35 senza reti in campionato. Sotto la guida di Conte, il Napoli è rimasto a secco nel 21% dei match disputati (peggio hanno fatto solo Calzona, Donadoni e Reja negli ultimi 18 anni).
Ora, archiviati i due giorni di riposo, la testa è solo alla sfida contro il Bologna: serve l’ultimo sforzo per chiudere la pratica Champions e dare ufficialmente il via alla rifondazione.

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