Così non Var! Inter-Parma falsata da arbitri che non si parlano

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Inter-Parma è il perfetto esempio di ciò che non sta funzionando nel rapporto fra gli arbitri e il Var. Cosa c’è che non va

Che nel 2018 si parli ancora di come integrare la tecnologia a supporto degli arbitri nel mondo del calcio ha già diversi tratti che rasentano il grottesco. Ma tant’è. I passi sono stati fatti a favore del supporto visivo e ora non si può tornare indietro: è andata discretamente bene lo scorso anno e i risultati si sono rivelati addirittura ottimi ai Mondiali. Zero errori macroscopici, zero problemi di gestione: quando è gol è gol, quando è fuorigioco è fuorigioco, quando è mano in area è mano in area. Se l’arbitro non vede, interviene immediatamente il Var. Risulta dunque molto complicato capire il perché questi passaggi non si siano verificati durante Inter-Parma, un vero e proprio festival dell’orrore.

CHE DISASTRO – La girandola delle malefatte di Manganiello e compagnia iniziano dal fallo assassino di Gagliardini su Di Gaudio, proseguono con l’assurdo intervento di Stulac su Gagliardini. E arrivano addirittura ad un fallo di mano in area di Dimarco, che avrebbe comportato l’assegnazione di un rigore per l’Inter sul risultato di 0-0. E il Var (Rocchi, nella fattispecie)? Mai intervenuto. Il silent check non ha fatto sì che Manganiello potesse guardare le immagini. Immagini che, in ogni caso, avrebbero fugato qualunque dubbio, vista la gravità e l’evidenza di tutte le azioni incriminate della gara di San Siro.

QUALE COMUNICAZIONE? – Allora il problema, a questo punto, è uno solo: la comunicazione, inesistente, fra il direttore di gara e il Var. In Inter-Parma è stata pressoché nulla: Manganiello non ha avuto la possibilità di guardare da vicino le irregolarità che non era stato in grado di cogliere in presa diretta. Ci si interroga, dunque, sul perché sia stato meglio chiudere un occhio su tutte le azioni. O forse non ce lo si chiede nemmeno: alcuni arbitri non dialogano volentieri con l’addetto al Var, mentre alcuni Var pensano di poter fare gli arbitri sulla pelle di chi sta in campo. Così non va bene. Anzi, così non Var. Rovinare la Serie A per una fallace comunicazione fra due entità che fanno capo alla classe arbitrale sarebbe una follia. Meglio intervenire subito: il problema esiste e va risolto. Punto.