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Calcio italiano

De Siervo: « Staveley? Come la volpe e l’uva. Sulla Serie A e il tema Superlega…»

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Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, ha parlato durante il Social Football Summit in svolgimento all’Olimpico

Luigi De Siervo, ad della Lega Serie A, ha parlato durante il Social Football Summit in corso di svolgimento all’Olimpico di Roma. Le sue dichiarazioni riportate da Calcioefinanza.it.

PIRATERIA – «Qui c’è un problema con la politica, il calcio è stato scelto come capro espiatorio. L’Olimpico poteva accogliere il 100% di tifosi ma siamo stati limitati. In questi tempi il populismo ha fatto da padrone, non abbiamo voluto intervenire nella lotta alla pirateria, non abbiamo fatto nulla per rimuovere il divieto di sponsorship nel betting. Vorremmo un approccio diverso da parte della politica, anche per il tema stadi, tutti questi elementi cristallizzano l’impossibilità di una rincorsa del calcio italiano. Il calcio è business, dobbiamo essere meno ipocriti e pensare che il calcio si sostiene con stadi e diritti tv. La pandemia ha enfatizzato le difficoltà, dobbiamo considerare una serie di norme che ci consenta di tornare a correre».

SUPERLEGA – «Un’analisi con Deloitte certifica una diminuzione del 30% dei ricavi per la Serie A con la Superlega. C’è anche il tema del calendario, che certificherebbe la nostra soccombenza. L’elemento chiave è che le 12 firmatarie erano tra le 14 più indebitate, non si può cercare di compiere una prepotenza, ma migliorare il sistema attuale».

NUOVA CHAMPIONS – «Cambiare la Champions è un passo, per fare sì che le squadre che investono possano essere premiate. Newcastle o altre società detenute da fondi sovrani rischiano di rovinare il mondo del calcio, perché portano a una crescita folle del valore dei calciatori. Riteniamo che dalla Superlega possa nascere una riflessione profonda che porti i club a essere sostenibili».

FPF – «Dobbiamo concentrarci su un sistema di regole, dobbiamo vigilare che il sistema di revisione del Fair Play Finanziario non allenti le sue maglie. Il sistema di controllo dei costi spagnolo mi piace molto. Stiamo studiando per portare in assemblea una serie di proposte in questa direzione, non necessariamente uguali perché ogni Paese è diverso».

CALCIATORI – «I calciatori, è bene dirlo, non hanno fatto la loro parte. La pandemia ha creato una situazione che ha reso nude le squadre alle prepotenze di giocatori e agenti. In un mondo in cui costi sono focalizzati sulle retribuzioni, è difficile comprimere. L’invito che va fatto a questa categoria di privilegiati è che anche loro devono avere una prospettiva di guadagno, ma vincolata ai risultati economici dei club».

STAVELEY – «Le ho mandato il libro delle favole di Esopo, quello della volpe e dell’uva. Chi ha fatto questa affermazione dimostra di non conoscere l’Italia e il calcio italiano».

FONDI – «Avevamo lavorato su un progetto in linea con quanto rappresentato. In questi quattro mesi siamo stati in grado di realizzare un importante centro di produzione televisiva. Siamo già a tutti gli effetti una Media Company, ma è evidente che una riflessione è aperta. La modalità spagnola (con CVC, ndr) è riuscita a gestire anche soggetti che hanno deciso di non partecipare (Barcellona e Real Madrid, ndr), questo potrebbe essere un meccanismo in cui chi non ritiene giusto cedere ricavi prospettici può rimanere nel sistema senza impedire agli altri di svilupparsi. Quello che invidio alla realtà spagnola è una governance chiara».