GdS: ricorso per la Curva? Roma indecisa

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Un turno di stop, si valuta il ricorso: società di fronte ad un bivio

Non ha usato giri di parole James Pallotta per apostrofare i tifosi della Roma che hanno esposto gli striscioni sabato contro la madre di Ciro Esposito: «Fucking idiots and assholes», ha tuonato il patron americano, che prima ha contattato Antonella Leardi e poi preso una posizione netta. Ora la Roma ha sette giorni di tempo per decidere se presentare o meno ricorso contro la squalifica della Curva: come evidenziato da La Gazzetta dello Sport, non c’è voglia a Trigoria di fare passi ufficiali per questioni etiche, ma d’altra parte si vogliono tutelare quei tifosi che nulla hanno a che fare con quei striscioni e che saranno penalizzati.

TESI DIFENSIVA – Nel caso in cui la società giallorossa decida di presentare ricorso, si punterà su tre aspetti per la tesi difensiva: le responsabilità dei controlli all’ingresso, la sproporzione tra responsabilità oggettiva e quella eventuale diretta degli autori, che potrebbero subire solo una multa e non il Daspo, e i precedenti, che parlano solo di multe per gli striscioni, richiamando anche quelli dei tifosi della Juventus sulla tragedia di Superga («Quando volo penso al Toro», «Noi di Torino orgoglio e vanto, voi solo uno schianto»), quelli degli ultrà del Napoli all’andata («Ogni parola è vana. Se occasione ci sarà, non avremo pietà») e quelli contro Raciti in Catania-Chievo.