Ibrahimovic e i suoi fratelli, quando il gol è di potenza (VIDEO)

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Tutte le ‘cannonate’ della storia del calcio: Mark Lenders ha fatto scuola

ZLATAN – Con il poker rifilato lo scorso 23 ottobre in casa dell’Anderlecht, Zlatan Ibrahimovic è diventato il decimo giocatore a segnare 4 gol in una sola partita di Champions League. Ma non solo: l’attaccante del Paris Saint-Germain, infatti, entra di diritto in una speciale classifica grazie al gol del parziale 0-3 siglato al 37^ minuto. Sfruttando una palla vacante dopo la ribattuta della difesa belga, Zlatan da trenta metri non ci pensa su due volte e lascia partire una staffilata di collo pieno che gonfia il sette. Un gol ‘alla Mark Lenders’ verrebbe da dire visto che il pallone scagliato dal gigante di Malmo ha raggiunto la bellezza delle 93 miglia orarie, pari a 150 km/h. 

E I SUOI FRATELLI – Un gol da autovelox che brucia i limiti di velocità, ponendosi così nella top five di questa speciale ‘classifica’, tenendo in considerazione che non è mai stata stilata una graduatoria ufficiale per questo tipo di prodezze balistiche. Il tiro di Zlatan ha registrato una velocità impressionante, maggiore anche della storica punizione di Roberto Carlos durante un Brasile-Francia della Confederations Cup 1997 che raggiunse i 137 chilometri orari, uniti ad una traiettoria imprendibile per Barthez. Così come il brasiliano, c’è un altro ex calciatore dell’Inter che in passato ha raggiunto un simile traguardo: Obafemi Martins nel 2007 a White Hart Lane con la maglia del Newcastle, un missile da 135 km/h. E come non ricordare Hugo Almeida del Porto, che in una notte del 2005 impalò Julio Cesar con un calcio di punizione terra-aria?

MARK LENDERS  – Zlatan supremacy, dunque, ma non in assoluto. Già, poiché c’è chi ha fatto meglio di Ibra. In molti di voi ricorderanno David Trezeguet per la gloriosa carriera con la maglia della Juventus e della Nazionale francese, ma non tutti ricordano che già nell’edizione 1997-1998 della Champions League l’attaccante franco-argentino faceva già parlare di sè per le sue prestazioni con la maglia del Monaco. Citofonare Old Trafford per informazioni.

BRITISH POWER – Sarà il prato tagliato fresco la mattina o l’aria che si respira in Regno Unito ogni sabato pomeriggio, fatto sta che il campionato di Premier League regala spesso e volentieri vere e proprie ‘bomberate’ della staffilata. Così come David Hirst in Arsenal – Sheffield Wednesday nel campionato 1997-1998 o, più recentemente, il gol di Steven Reid in Wigan – Blackburn Rovers del 2005, una botta da oltre trenta metri alla bellezza di 189 chilometri orari. Ancora oggi un quesito ci annebbia la mente: come ha fatto il cameraman a riprenderla?

TI PUNISCO – Se il calcio è di rigore, la punizione è di potenza. Chiaro, la ‘foglia morta‘ è una libidine non da poco, ma nulla è appagante come una bordata da fermo sconsigliata ai deboli di cuore. Chiedete ai tifosi dell’Inter che in Spagna, al Bernabeu, in una notte di mezz’estate conobbero la potenza di fuoco dell’Imperatore Adriano, un luminare della materia, con un calcio di punizione vietato ai minori di anni 14. Ben più probante il calcio di punizione con cui Ronald Koeman ha regalato la Champions League del 1992 al Barcellona, una saetta di 188 km/h che infranse i sogni “di coppe e di campioni” della Sampdoria di Vialli e Mancini. In assenza di una graduatoria ufficiale, però, il primato del web va a Ronny Heberson, durante un incontro di campionato portoghese del 2006 tra Sporting Lisbona e Naval, intorno ai 200 km orari. Bufala o verità? Di sicuro il pallone non andava pianissimo…