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Ibrahimovic torna in nazionale 5 anni dopo. Una decisione che divide

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Ibra torna in nazionale 5 anni dopo l’ultima volta. La Svezia lo aspetta e il Milan dovrà gestirlo in un finale di stagione delicatissimo

A volte ritornano, anche con un qualche anno di ritardo. La storia di Ibrahimovic con la nazionale svedese, chiusa 5 anni fa nel giugno del 2016, si è improvvisamente riaperta dopo anni di frecciate e critiche più o meno velate. Nella lista dei convocati dal ct Andersson, infatti, c’è anche il suo nome per le tre partite di marzo – utili per il ranking al Mondiale 2022 – contro Georgia, Kosovo ed Estonia (amichevole). E chiaramente sarà lui a trascinare la Svezia nei prossimi (speriamo) Europei. Fin qui nulla di strano, se non si trattasse proprio di Zlatan, che a 39 anni, dopo un lungo addio, ha fatto retromarcia, tornando sui suoi passi, per non rinunciare a niente. Il tutto in una stagione decisamente più complicata del previsto.

Vista la situazione, infatti, la precedenza, dovrebbe averla il Milan, club che gli garantisce uno stipendio di altissimo livello. Ma l’impressione è che tra Covid, infortuni a ripetizione, Festival di Sanremo e le tre partite con la Svezia, il rossonero venga un po’ trascurato. Per sfruttare al meglio (e al massimo), gli ultimi anni di carriera al top. Non è una questione di condizione atletica: Zlatan può tranquillamente supportare i diversi impegni, quanto di priorità e opportunità. Vista l’età e il momento delicato in campionato, infatti, più di un passo avanti ci si poteva aspettare un passo indietro, magari con una rinuncia dal punto di vista personale, per compattare la squadra e fare gruppo insieme ai compagni. Il Milan ha bisogno dei suoi gol ma anche del suo carisma e del suo esempio, un leader in campo, ma anche e soprattuto fuori.

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