Terremoto Iniesta, fenomeno senza età

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Don Andrés lascia Barcellona? Gli scenari di calciomercato, con la Juventus alla finestra di Iniesta

Andrés Iniesta nel Barcellona ci ha giocato una vita, ma non per modo di dire: prima nelle giovanili, poi nel Barca B, infine l’approdo in prima squadra e la trafila di successi che tutti conoscete. Ben 8 volte campione in Liga, 4 Champions League ed altrettante Coppe del Re, una miriade di coppette inferiori, palmares stellare suggellato dai trionfi ottenuti in nazionale con la sua Spagna nel quadriennio magico. Quando – dal 2008 al 2012 – gli iberici furono in grado di conquistare due Europei consecutivi intervallati dal Mondiale vinto in Sudafrica. Il primo della storia della Spagna.

Un pezzo di storia del calcio

Don Andrés, seppure tuttora in attività, è già un pezzo di storia di questo sport: per quello che ha vinto, per averlo fatto dove nessuno era riuscito prima, ma ancor di più per la modalità con cui il tutto è stato raggiunto. Lasciando una traccia indelebile nell’evoluzione del calcio: interprete cruciale del tiki-taka guardioliano, poi rivisitato nelle versioni aggiornate con cui la Spagna di Del Bosque ha vinto quel che ha vinto ed il Barcellona 2.0 di Luis Enrique ha bissato il Triplete dell’era timbrata Pep Guardiola. La circostanza per cui al suo fianco in questi anni ci sia stato un mostro del calibro di Leo Messi rischia di oscurare o comunque offuscare la stella di uno dei più grandi calciatori di sempre: chi sa di non essere superficiale è anche al corrente dell’infondatezza di una teoria del genere. Saper riconoscere il valore e decontestualizzarlo è il segreto di chi non si abbandona alla prima analisi più semplice.

Un pezzo di attualità?

La risposta parrebbe essere affermativa. In primis per una certezza: questi qui, quelli che hanno stravinto nell’ultimo decennio con la maglia del Barcellona, non sono paghi. Chiedere a Dani Alves, suo ex compagno appena passato alla Juventus, che dopo la rottura del perone occorsagli nel corso dell’attuale stagione avrebbe tranquillamente potuto alzare bandiera bianca. Forza, chi gli avrebbe detto qualcosa? Chi avrebbe avuto il coraggio? Sei Dani Alves, hai vinto e ti sei ripetuto nei tuoi successi, sei un esterno difensivo come raramente se ne sono visti, insomma sei a posto. Eppure il recupero lampo, il ritorno a pieni giri, i colpi di classe in ripetizione, la voglia di spaccare il mondo. O sostanzialmente la volontà di sottolineare ulteriormente un assunto: chi la mentalità vincente ce l’ha, non la lascia a casa. Diventa intrinseca, parte stessa del calciatore, si somma al repertorio genetico per dare vita ad un cocktail difficilmente replicabile. Siatene certi: Andrés Iniesta non è da meno.

Scenari di calciomercato: Juventus su Iniesta?

Fulmine in casa Barcellona, come se non bastasse una stagione sostanzialmente all’asciutto, aspetto singolare considerato il bagaglio di talento che i catalani possono sfoggiare al mondo del calcio: Iniesta, senza chiudere la porta ad una possibile permanenza (che dunque sarebbe da intendere a vita) in quel di Barcellona, ha anche aperto ad altre possibilità. Di fatto ipotizzando un addio, un epilogo differente per la sua carriera, un passo d’addio decisamente lontano da quello che la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori ha dato per certo. In Italia la corsia preferenziale per arrivare all’Illusionista spetta alla Juventus: in primis per i contatti che l’ex compagno e tuttora stretto amico Dani Alves può garantire, in seconda battuta – ma non troppo – grazie al tenore che il club bianconero si porta dietro, a maggior ragione dopo i sei titoli nazionali consecutivi e le due ravvicinate finali di Champions League. Un terremoto, usiamo le parole che spettano al caso: Andrès Iniesta è nell’elite dei migliori calciatori di sempre e fa tanto rumore anche se si muove a 33 anni. Rumore che diventa fracasso tenuto conto di un’intera vita trascorsa in blaugrana.