L’inquadramento di Jovetic nell’Inter di Spalletti

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Risorsa a sorpresa per la nuova Inter di Spalletti? L’eventuale rilancio di Stevan Jovetic

Il precampionato attualmente in atto ha rilanciato non soltanto le quotazioni della nuova Inter, quella dell’era Spalletti, ma anche di alcuni singoli che tutto lasciavano intendere fatta eccezione per un eventuale futuro in nerazzurro. Tra questi figura senza dubbio Stevan Jovetic: l’allenatore toscano si è espresso favorevolmente nei suoi riguardi, fino ad ipotizzare una permanenza su cui non era lecito scommettere neanche un euro. Ed allora la domanda sorge immediata: come si inquadrerebbe Jovetic nell’Inter di Spalletti? Quale la sua funzione? Il suo ruolo? Quale il peso che andrebbe a ricoprire nelle fortune nerazzurre?

Stevan Jovetic nel 4-2-3-1 di Spalletti

Volendo ricorrere alla prima versione del 4-2-3-1 spallettiano, quello che lo portò sulle prime pagine dei media sportivi, il riferimento offensivo di quella Roma a tratti visionaria non rispondeva ai canoni del classico centravanti, quanto invece ad un attaccante ibrido, un falso nueve se vi fa più comodo, qualcuno insomma in grado di venir fuori dagli ultimi metri avversari e raccordarsi con la squadra. Giocare di tecnica, far parte di un costrutto e non lasciarsi nascondere dalle marcature della linea difensiva avversaria. Il ruolo allora fu meravigliosamente interpretato da Francesco Totti: emblema ideale nell’incarnazione di questo specifico assunto, tecnica, talento, gol ed assist a servizio di una batteria che si muoveva perfettamente. Proprio per l’ex (proprio così, fa strano scriverlo) capitano giallorosso, Stevan Jovetic era tra i pochi calciatori a poterne raccogliere l’eredità: un suo simile, a detta di Totti. E dunque il parallelo giungerebbe immediato: Jovetic riferimento offensivo del 4-2-3-1 standard di Luciano Spalletti. Poi però ci si ricorda come a disposizione ci sia un certo Mauro Icardi e si ritorna immediatamente con i piedi per terra: il centravanti è lui, assurdo metterlo in discussione questa verità assoluta.

E dunque con Icardi…

Del resto lo stesso Spalletti ha dimostrato di potersi evolvere senza alcun problema: il titolo di capocannoniere conquistato nel recente campionato da Edin Dzeko, classico centravanti per definizione, dimostra a pieno che l’allenatore toscano è in grado di lavorare al meglio anche con un interprete specifico del ruolo. Con una prima punta vecchio stampo. Come lo è Icardi: dunque la soluzione con Jovetic falso nueve può essere tenuta in considerazione esclusivamente in caso di assenza del bomber argentino o in alcune fattispecie di gara. Lì dove c’è bisogno di cambiare spartito ed intraprendere strade differenti da quelle abituali. Dunque va valutato un impiego alternativo: ecco come – tenendo sempre come riferimento assoluto il 4-2-3-1 – il montenegrino potrebbe tornare al suo ruolo originale ed agire da trequartista centrale, alle spalle di Icardi, sostanzialmente libero di cercarsi la fetta di campo a lui più congeniale e provare a mettere il luce la sua inventiva. Non il trequartista che più aderisce alle intenzioni di Spalletti: per intenderci, il ruolo nella Roma è stato svolto da Radja Nainggolan, un calciatore dalle caratteristiche profondamente diverse da quelle di Stevan Jovetic. Ma senz’altro, lavorandoci, una soluzione che desta particolare curiosità. Difficile invece vederlo dislocato su una corsia offensiva, lì dove un lavoro in termini di sacrificio generale non sembra cucito sulla sua attualità. Coesistenza con Icardi dunque, da suggeritore, essenzialmente un’opzione – anche questa – da leggere con ogni probabilità a gara in corso o contro avversari che impostano la gara in chiave difensiva. Dove c’è bisogno – ed è sostenibile – di impiegare gran parte dell’arsenale offensivo per scardinare la resistenza avversaria, senza prestare particolarmente il fianco alle offensive avversarie.

Inter, Jovetic negli altri moduli

L’esperienza di Spalletti sia allo Zenit San Pietroburgo che alla Roma versione 2.0 è stata innovativa anche nel ricorso a moduli differenti, circostanza ad esempio non riscontrata nella sua prima parentesi all’ombra del Colosseo. I vari 4-3-1-2 e soprattutto 3-4-1-2, una versione particolarmente dinamica che ha esaltato le caratteristiche di alcuni interpreti giallorossi, farebbero decisamente al caso di Stevan Jovetic. Che in tal senso avrebbe due ruoli pieni per ritagliarsi uno spazio nella formazione: del trequartista già abbiamo detto, in un attacco a due andrebbe a giocare nel ruolo che – allo stato dell’arte della sua carriera – più gli si addice. Seconda punta, al fianco di un riferimento totale quale è Mauro Icardi. Libero di girargli intorno, sfruttare la sua posizione per incidere con il suo talento e la capacità di sentire la porta avversaria. Permanenza insomma tutt’altro che da escludere: sugli eventuali risultati non ci resta che attendere.