Italia, Lippi: “9 luglio 2006, che ricordi!”

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Oggi è il 9 luglio, una data che per tutti gli appassionati calcistici del Belpaese rievoca grandi vittorie mondiali. Dopo 5 anni da quel fatidico 9 luglio 2006, l’allora c.t. della Nazionale Marcello Lippi, rievoca oggi il ricordo di quella giornata ai microfoni di Sky Sport: “A distanza di 5 anni restano le emozioni più grandi della carriera. Anche se io e i giocatori ne abbiamo provate altre, questi sono i più sentiti. Non c’è paragone con qualsiasi altra competizione al mondo – si legge su Repubblica.it – specialmente in un momento come quello. Il più bel ricordo? Il rapporto umano che si era creato con questo gruppo che è necessario per fare qualcosa di straordinario, era diventato un corpo unico tra commissario tecnico, giocatori, magazzinieri e staff medico. Ricordo il silenzio nello spogliatoio prima della finale. I rigori? C’è stata grande partecipazione da parte di tutti. A Fabio Grosso dissi di battere l’ultimo rigore perchè in precedenza era stato lui l’uomo dei minuti finali. Segreti? Non ce ne sono, abbiamo avuto tante occasioni per parlare di tutto, sono usciti anche due libri. Una foto su tutte? Quella che ho scelto io per la copertina, quella in cui siamo veramente tutti assieme abbracciati in mezzo al campo con la coppa in mano. La cosa immediata che feci, prima di andare ad abbracciare tutti, fu di mettere gli occhiali in una tasca della tuta per paura che si rompessero. Mentre i ragazzi facevano i giri con la Coppa in mano io mi sono fumato un sigaro al centro del campo: era il mio primo sigaro da campione del mondo. Un altro sigaro me lo sono fumato in camera – ha detto ancora Lippi -. Siamo tornati in albergo dopo la finale, per la cena con amici, familiari e fidanzate, e ad un certo punto io sono andato in stanza con il dvd della partita e me la sono rivista. Rimpianti sul Mondiale 2010? L’unica cosa di cui mi sono pentito è non avere portato Giuseppe Rossi in Sudafrica, anche se non era in condizioni brillanti avrei fatto bene a portarlo. Il mio futuro? L’ho detto ripetutamente, da settembre in poi se ci sarà  una squadra, preferibilmente una nazionale che vuole preparare il mondiale, mi farebbe piacere fare questa esperienza. Un altro inverno a casa non lo voglio passare”.