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Italia Nord Irlanda: Insigne fa la differenza tra le linee – ANALISI TATTICA

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Italia Nord Irlanda ha segnato il ritorno in campo degli Azzurri di Roberto Mancini: il movimento di Insigne tra le linee determinante nel successo

Il secondo tempo dell’Italia di ieri non è stato certo buono. Difficoltà a risalire il campo e, questa una novità, tanti errori nei disimpegni: Locatelli e Verratti, due giocatori di solito precisissimi, hanno perso palloni sanguinosi nei pressi dell’area, con l’Irlanda del Nord che ha avuto ghiotte occasioni per tornare in partita.

Tuttavia, nella prima frazione abbiamo visto tante cose buone, che sono poi le solite. Nonostante il poco tempo a disposizione per gli allenamenti, ormai i principi dell’Italia di Mancini sono chiari ed emergono in qualsiasi partita. Gli azzurri sono molto bravi a muovere ed attaccare una difesa schierata: la palla gira rapidamente e ci sono tanti smarcamenti, i vari giocatori si muovono molto per mettere in crisi la struttura difensiva rivale. Pur disponendosi con un modulo piuttosto chiaro (un 4-3-3 che diventa 3-2-5 su possesso consolidato), l’Italia è tutto tranne che statica.

L’Italia occupa tutti e 5 i corridoi verticali su possesso consolidato. Ieri Berardi e Emerson davano ampiezza, con Pellegrini e Insigne vicino a Immobile.

Ieri si è visto bene, soprattutto per merito di Insigne. Grazie al giocatore partenopeo, che si muoveva a tutto campo, l’Italia è riuscita a creare tanti spazi.

Prima di tutto, i padroni di casa lo hanno imbeccato parecchie volte tra le linee. Era decisivo il contributo di Verratti e Pellegrini, che portavano fuori posizione i centrocampisti e consentivano così a Insigne di banchettare tra le linee. Se Locatelli agiva da perno centrale davanti alla difesa, al contrario Verratti si sganciava e si apriva di più in avanti, quasi sempre sul centro-sinistra. In tal modo, l’Italia acquisiva fluidità e imprevedibilità.

Due delle molte situazioni in cui l’Italia trova Insigne tra le linee. Decisivo il contributo di Verratti, più alto di Locatelli, che attira la mezzala su di se.

Per trovare l’uomo libero, l’Italia ha fatto frequente utilizzo del terzo uomo grazie a un palleggio che coinvolgeva tanti giocatori.

Un esempio nell’azione sopra, in cui Pellegrini è molto bravo a dare una soluzione di passaggio che prima non c’era. Il romanista viene incontro, fa da sponda per Locatelli che a quel punto può verticalizzare per Insigne, ancora una volta libero tra le linee. Un’azione che dimostra bene la capacità dell’Italia di creare spazi e manipolare le linee rivali.

Ma Insigne non agiva solo per vie interne. Spesso si apriva parecchio a sinistra, con l’Italia che faceva densità in quella zona del campo: lo scopo era fare scivolare l’Irlanda del Nord su quella fascia per poi cambiare il gioco a destra, isolando quindi Berardi sul lato debole.

 

Si vede nell’azione sopra: l’Italia fa tanta densità a sinistra, con Insigne che successivamente effettua un preciso cambio di campo sul lato di Berardi. L’ala del Sassuolo viene così servita in una situazione dinamica, può puntare l’avversario in 1 vs 1. Uno dei modi migliori per perforare una difesa schierata.

Anche se meno appariscente rispetto ad altre volte, i movimenti di Insigne sono stati decisivi per bucare le linee rivali. Che fosse in mezzo o defilato a sinistra, il fantasista del Napoli ha fatto la differenza, generando parecchie occasioni pericolose.