Juventus, Marotta: “Manca uno scudetto per la terza stella”

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Giuseppe Marotta, direttore generale della Juventus, si è concesso per una lunga intervista a Il Giornale per discutere dell’inizio di stagione bianconero, tornata in vetta alla classifica: “La Juventus da quelle parti non può essere una sorpresa, semmai sono da temere gli eccessi dai quali dobbiamo stare alla larga per non perdere l’orientamento. Chi lavora con noi deve sapere che questa condizione è la normalità  e che siamo soltanto all’inizio della corsa. Agnelli? à? stato lui a trasmettere il forte senso di appartenenza, requisito indispensabile da recuperare rispetto al recente passato. E non solo perchè si tratta di un Agnelli. Sulla scia di suo padre Umberto è uno che ha respirato da piccolo l’odore dell’olio canforato negli spogliatoi. Poi è arrivato Antonio Conte cui abbiamo affidato l’incarico di far capire ai nuovi acquisti il valore simbolico della maglia”.

“Il nuovo stadio? à? uno dei nostri attuali fuoriclasse, agisce come un vero dodicesimo uomo sui nostri e sui rivali, l’effetto è pazzesco e presto cominceremo anche a contare il beneficio economico dell’operazione, circa 34 milioni di euro a occhio e croce. I tifosi ne sono entusiasti, questo significa coltivare una fidelizzazione molto forte. Di stadi così belli per il calcio ce ne sono solo purtroppo tre in Italia, San Siro e Marassi dopo Torino. Le milanesi? Tutti dovremo fare i conti con Inter e Milan, è sicuro. Il Milan ha solo 3 punti in meno rispetto a un anno prima, l’Inter partì male con Benitez e poi risalì la corrente con Leonardo. E voi la chiamate crisi? Nel mischione c’è anche il Napoli. Scudetti?Noi non abbiamo dubbio alcuno: sul campo ne abbiamo contati 29…. Il calcolo a quel punto sarebbe elementare: 29 più 1 uguale 30, tre stelle”.