Gravina: «Sì alle seconde squadre»

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Il presidente di Lega Pro e un’apertura storica

Da inizio anno la Lega Pro ha un nuovo presidente, si è insediato Gabriele Gravina dopo le elezioni vinte a dicembre e la situazione non è delle migliori. Lo stesso Gravina dice di essere sommerso dai problemi e i primi trenta giorni del suo mandato sono molto importanti: «Dobbiamo portare all’attenzione delle società le regole per la prossima stagione. La base di partenza è quella di fare riferimento alla regola che prevede il format di 60 squadre, poi però bisogna interrogarsi e valutare sostenibilità economica e calcioscommesse». Non ci sono regole blindate dunque, afferma Gravina: «La realtà non deve essere legata o condizionata da un numero, bensì ai valori cui ci riferiamo e che vogliamo trasmettere, alle risorse di cui disponiamo e ai progetti che intendiamo portare avanti».

SQUADRE B – La Lega Pro deve accrescere la propria dimensione sociale e deve stare attenta ai giovani oltre a evitare il grosso problema degli illeciti, continua Gravina, dato che la Lega Pro è già stata danneggiata nell’immagine e non può permettersi altri scandali. Lo stesso presidente apre alle seconde squadre: «Spero di poterle inserire rapidamente. Entro aprile vogliamo pubblicare il bando per l’adesione e sarà possibile solo alle società in ordine con licenze UEFA e nazionali. C’è lo spazio per sei club e stabiliremo i paletti entro i quali dovranno muoversi i club aderenti». L’obiettivo della Lega Pro è infatti molto in alto, spiega Gravina: «Vogliamo consentire alla Lega di aprisi all’esterno e valorizzare giovani di qualità. Basta con i limiti anagrafici, servono solo per ottenere i contributi. Il progetto seconde squadre è pronto per essere lanciato, le opportunità ci sono fin dal prossimo campionato».

RISORSA – Stando a quanto afferma Gravina a Tuttosport la Lega Pro viene da mesi di tensioni e nessuno ha tirato fuori lo straccio di un progetto, adesso il nuovo presidente vuole pensare al futuro e la ricetta si basa sia sul riavvicinare i giovani sia sull’andare ostinatamente contro le frodi, ma anche un’altra componente importante: «Dobbiamo elaborare un format tv appetibile». Gravina rassicura tutti, le sue non sono promesse elettorali: «Non si cambia perché ci sono io, si cambia perché ce lo chiede la gente. Ora pensiamo a costruire e poi chi vorrà sposare la nostra filosofia di cambiamento venga pure. Voglio cambiare la prospettiva della Lega Pro. Non deve essere la quantità per arrivare al 51%, bensì una risorsa per il calcio».