Liga lontana dall’Europa: Real, Atletico e Barça rinunciano al pressing alto – ANALISI TATTICA

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© foto Zinedine Zidane

La Liga 2020/21 sta andando in decisa controtendenza rispetto al calcio europeo: le big Atletico, Real e Barcellona non adottano quasi mai un pressing alto e intenso

Negli ultimi anni, è nato l’indice PPDA, una statistica molto interessante per misurare l’intensità del pressing di una squadra. Questa statistica misura quanti passaggi vengono concessi prima di intraprendere un’azione difensiva: più il dato è basso, più nei 90′ una squadra cerca di recuperare velocemente il pallone.

Nel calcio ad alti livelli, i top club si distinguono per un pressing sempre più alto e intenso. Non c’è timore nel difendere con tanto campo alle spalle, anzi l’obiettivo è quello di recuperare palla non appena la si perde. La scuola tedesca e Guardiola (due filosofie che hanno preso molto in comune l’uno dall’altra) ha dettato la via all’inizio del decennio scorso, impostando un calcio di immediata riaggressione e riconquista (il cosiddetto Gegenpressing).

Eppure, se oggi guardiamo l’indice PPDA della Liga, c’è più di qualche sorpresa. In testa, infatti, non ci sono le 3 big, bensì il Siviglia di Lopetegui, che è poi seguito da squadre medio-basse: l’Athletic, Celta Vigo, la Real Sociedad e l’Eibar di Mendilibar.

Real Madrid, Atletico e Barcellona sono molto più indietro, rispettivamente al decimo, undicesimo e addirittura quinddicesimo posto in questa particolare classifica. Ovviamente, queste squadre non rinunciano a recuperare palla in avanti quando ne hanno l’opportunità, ma questi dati dimostrano come non esasperino affatto il pressing offensivo. Anzi, si difendono spesso bassi nel corso dei 90′, come dimostra un indice PPDA più alto di molte piccole.

Non c’è un divario ampio, per quanto riguarda il PPDA, tra le 3 big e chi è avanti in questa classifica, tuttavia è un dato interessante che esprime bene lo stile della Liga 2020-2021. Anche le outsider se la giocano in modo ambizioso e provano a contendere il possesso in zone avanzate del campo. Le big (soprattutto Real e Barcellona, visto che l’Atletico si è sempre difeso più basso) sono meno dominanti rispetto a un tempo, riescono con meno facilità a “stritolare” l’avversario e a fare gare a senso unico.

Anche questo spiega una classifica molto più corta rispetto a qualche anno fa, visto che oggi anche i top club perdono per strada tanti punti. Con la crescita economica costante della Premier League, forse il calcio spagnolo non avrà più i giocatori più forti, ma resta un campionato estremamente competitivo, dove anche le piccole danno filo da torcere alle grandi. C’è di sicuro un maggior livellamento rispetto agli anni in cui Real Madrid e Barcellona vincevano facendo dai 90 ai 100 punti segnando valanghe di gol in ogni gara.