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Liverpool Manchester City: Gundogan è l’ennesima genialata di Pep – ANALISI TATTICA

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Liverpool Manchester City ha segnato forse definitivamente le gerarchie in Premier League: la formazione di Guardiola ha travolto i rivali candidandosi con forza per il titolo

Il trionfo del Manchester City in casa del Liverpool è forse il punto esclamativo su una Premier Legaue nella quale, dopo un inizio stentato, la squadra di Guardiola è tornata per distacco la squadra più forte e competitiva di tutto il campionato. Anche a causa dei molti infortuni che hanno stravolto la stagione, i Reds sono parsi a corto sia di idee che di intensità, lontani anni luce dallo schiacciasassi pre Covid.

Al netto degli errori di Alisson, non è un caso che sia stato proprio Gundogan a realizzare una doppietta e ad essere l’uomo chiave: il tedesco ha segnato ben 7 gol in questo inizio di 2021. A sorpresa, si sta rivelando la nuova arma offensiva del City, l’ennesima intuizione riuscita di Guardiola. Con un Aguero a fine corsa e un Gabriel Jesus che non è titolare (e che quando gioca parte comunque più largo a sinistra), il tecnico catalano ha riscoperto il falso nove che lo ha reso celebre a Barcellona.

Si è visto chiaramente nel match di Anfield. Le ali, Sterling e Mahrez, davano ampiezza, ricoprivano una posizione molto larga. In mezzo, c’era invece tanta fluidità, con il centro dell’attacco che solitamente era occupato da Gundogan, Bernardo Silva e Foden. Per quanto spesso si abbassassero, soprattutto i primi due, nella fase di costruzione per dare ai compagni soluzioni di passaggio, quando il Manchester si stabiliva nella trequarti rivale diventavano gli attaccanti citizens.

Il primo gol di Gundogan fotografa bene lo scaglionamento degli ospiti. I 5 giocatori che occupano l’area di rigore sono appunto le ali (Sterling e Mahrez), con i 3 “invasori” al centro dell’area.

Per quanto sia sempre limitante sintetizzare con moduli le squadre di Guardiola, possiamo definire quello visto a Liverpool come un 3-2-5: Zinchenko rimaneva più bloccato, un po’ difensore e un po’ centrocampista, mentre Cancelo agiva molto dentro al campo, da “falso terzino” sulla stessa linea di Rodri. Era più mediano che non laterale.

Naturalmente, lo scaglionamento del Manchester City si è distinto, come al solito, per tanta fluidità. C’erano continue rotazioni tra i giocatori per non dare punti di riferimento agli avversari. Capitava quindi, per esempio, che Zinchenko e Cancelo si sovrapponessero in fascia, con le ali che si stringevano. A sinistra, poi, Foden e Sterling si sono spesso scambiati di posizione.

Nella slide sopra, vediamo uno degli scaglionamenti tipici. La linea a 5 in avanti che abbiamo descritto sopra, con in più Zinchenko e Cancelo molto dentro al campo, sulla stessa linea di Rodri. D’altronde, uno dei marchi di fabbrica di Guardiola è impiegare i propri terzini praticamente come mediani. Gundogan è bravo ad attirare su di sé Alexander-Arnold, con Sterling che può così attaccare la profondità. Da notare anche l’altezza di Stones: il City è tanto alto quanto compatto, con il Liverpool costretto a un baricentro bassissimo.

Pur senza prime punte di ruolo e nonostante l’assenza di De Bruyne, il Manchester City ha creato l’enorme cifra di 3.55 Expected Goals ad Anfield, vincendo 4-1. E’ stata una partita che fotografa bene la stagione della capolista e il genio calcistico di Guardiola, che grazie alle sue intuizioni ha raddrizzato una stagione che pareva iniziata su binari negativi. La strada per il terzo titolo in 5 anni sembra ormai in discesa.

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