Mertens in media Higuain. E stoppa il mercato in entrata del Napoli

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Con un attaccante così prolifico il Napoli si interroga sulle sue opportunità di calciomercato

Non torniamo in questa sede sull’abilità di Sarri nel reinventare la produzione offensiva del suo Napoli quando tutto sembrava perso: l’addio di Higuain, la mancata sostituzione del bomber argentino, l’aver puntato su un prospetto quale Milik ed il seguente infortunio del classe ’94 polacco, quell’amara presa di coscienza che si ha quando si passa dal cannoniere che ha riscritto i record della Serie A al non avere un centravanti di ruolo. L’invenzione Mertens dice tutto sulla reattività di un allenatore che anche in tal senso ha smentito i suoi detrattori.

Medie a confronto: Mertens oggi vs Higuain domani

Dries Mertens è stato impiegato stabilmente da riferimento offensivo del Napoli dalla decima giornata di campionato, post infortunio Milik e dopo la definitiva rinuncia a fidarsi di Manolo Gabbiadini. E’ la gara d’andata disputata con l’Empoli: da quel momento in campionato ha siglato la bellezza di 22 reti in 1937 minuti. Alla media dunque di un gol ogni 88 minuti. Gonzalo Higuain – è storia nota – ha lasciato Napoli appena dopo aver ridefinito la storia dei grandi cannonieri del palcoscenico italiano: 36 le reti (tutte da centravanti, s’intende) con cui ha battuto il record di Nordahl ed ha fatto accesso negli annali del nostro calcio. Il dato: 36 reti siglate in 2974 minuti. Alla media di un gol 82.6 minuti. Viaggiamo praticamente sullo stesso andamento o giù di lì: merito prima alla spettacolare vena realizzativa del Pipita, poi alla capacità di Mertens nel reinventarsi in qualcosa che in linea teorica gli era poco consono. Eppure sorge il dubbio: se fosse merito di Sarri? Se fosse il suo impianto di gioco ad esaltare il finalizzatore? O comunque a determinare un numero tale di occasioni da produrre comunque – di fronte a giocatori dal determinato livello – numeri del genere?

Punto interrogativo Napoli: cosa fare in ambito calciomercato?

Comunque la si giri sarà un’estate di calciomercato rovente. A maggior ragione se poi si potrà contare sul budget Uefa che spetta in prima battuta a chi accede alla Champions League dalla porta principale: la piazza partenopea come al solito chiederà interventi di un certo spessore per l’agognata caccia alla Juventus, il club – che non predilige farsi influenzare da un certo genere di pressioni – righerà dritto per la propria strada. La prima, la più comoda a disposizione, forse quella più probabile: confermare l’attuale assetto. Aspettare il ritorno a pieni giri di Milik, atterrando intanto sul comodo paracadute chiamato Dries Mertens, per poi alternarli nella logica delle rotazioni di qualità che spettano ad un club dalle determinate ambizioni. Con Pavoletti carta ulteriore, palesemente indietro nelle gerarchie ma con il tempo a disposizione per poter conoscere strutturalmente l’idea di calcio sarriana.

A patto che Mertens rinnovi

La condicio sine qua non è talmente chiara che appare superfluo girarci intorno: Dries Mertens ed Aurelio De Laurentiis devono trovare l’accordo per prolungare il contratto che lega il calciatore belga al destino del Napoli. Lo ha esposto Sarri senza remore: per prolungare questo ciclo serve che restino i calciatori più rappresentativi. Il folletto Dries neanche a dirlo lo è a tutti gli effetti. Dovesse lasciare Napoli, così come un altro cardine sul quale l’allenatore ha impostato il proprio credo e progetto, si ripartirebbe da una nuova era. La sensazione forte è quella che tutte le parti in causa vogliano continuare a lavorare insieme. E che, di conseguenza, il pacchetto offensivo del Napoli resti per grandi linee con la medesima struttura odierna.