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Nainggolan: «Inter? Non avevo fiducia. Zaniolo grande giocatore ma non fa la differenza»

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Nainggolan

Radja Naniggolan ha parlato ai microfoni de La Repubblica: Roma, Belgio e tanto altro nelle parole del centrocampista

Radja Nainggolan ha parlato a La Reppublica del suo passato, tra allenatori, squadre e diverbi. Le parole del centrocampista ora all’Anversa:

SERIE A – «L’Italia mi manca, i miei amici, i ristoranti, la gente. Il livello della Serie A è rispetto diverso a qui: le piccole giocano a viso aperto. Anche a San Siro. Lì una volta trovavi Pirlo, Seedorf, Thiago Silva, se prendevi tre gol andavi a casa con il sorriso».

STILE DI VITA – «Se uno fa tardi, beve e fuma una sigaretta, ai miei occhi non fa nulla di male. Poi in campo rendevo facile accettare tutto. Non mi sono mai preoccupato di quella che diceva la gente. C’è chi beve più di me, ma lo fa in casa e quindi non lo sa nessuno».

NAZIONALE – «Il moralismo mi ha fatto perdere un Mondiale e da lì ho detto basta con la Nazionale. Per quanto riguarda i trofei non dovesse arrivare in Qatar non arriva più».

ROMA – «Zaniolo grandissimo giocatore ma non fa la differenza. Nella mia Roma di giocatori di personalità ne avevamo tanti: Dzeko, Totti, De Rossi, Salah, Strootman. Il rimpianto è di aver fatto il record di punti e non aver vinto nulla».

SCUDETTO INTER – «Io non lo calcolo. Vincerlo conta solo se lo fai da protagonista. Quando arrivai a Milano dissi che ero felice ma era più forte la delusione di esser andato via da Roma. Dopo il rigore sbagliato contro la Lazio in Coppa Italia ho iniziato a perdere la fiducia. Conte un grandissimo allenatore ma con lui non ho avuto possibilità. Non abbiamo mai litigato e quando mi volevano mandar via mi è stato detto chiaro. E chi dice le cose in faccia lo apprezzo di più».

CONTE-CHELSEA – «Venne a Roma nel 2016 e voleva portarmi in Inghilterra, ma non pensava guadagnassi tanto e muovermi senza prendere un euro in più non era abbastanza per lasciare Roma».

MOURINHO – «Penso sia una grande persona, chi è stato allenato da lui mi diceva che sa conquistarti con il parlare e dice cose dirette. Certe uscite con alcuni giocatori li puoi massacrare, con me avrebbe funzionato».

SPALLETTI – «E’ l’allenatore che mi ha dato di più. Con lui ho fatto il miglior anno della carriera».

TOTTI – «Sono neutrale. Non ha mai chiesto di giocare titolare, ma si sentiva preso in giro per giocare 5′ sul 2-0 nell’anno del suo addio. Mi sarei sentito così anche io. Ma non ha mai litigato con Spalletti».

CAGLIARI – «Sento spesso Joao, Pavoletti e Nandez che mi dicono sarei dovuto essere li con loro. La società ha fatto altre scelte, se mi dici una cosa e non la rispetti con me hai chiuso».

OUTING CALCIO – «Non ho mai avuto dubbi sui miei compagni. Ma sarebbe splendidoche una persona si possa dichiarare e venire accettata senza problemi».