La Roma con Gimenez o la Roma con Nastasic

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Calciomercato Roma, Monchi studia la prossima mossa: difesa, impossibile sbagliare

Assoluto protagonista delle attuali pagine giallorosse è il nuovo direttore sportivo Monchi: si è assunto la responsabilità di risanare il bilancio della Roma e di consentirle un sano equilibrio di medio periodo. Per risanare il rosso delle passate gestioni ha dovuto procedere ad alcune cessioni dolorose: la scelta è sostanzialmente ricaduta sui profili di Rudiger, Paredes e Salah. Tre pezzi grossi dell’organico a disposizione di Eusebio Di Francesco, a cui vanno sommati la mancata riconferma di Szczesny e l’imminente passaggio al Napoli di Mario Rui.

Roma, cessioni giuste o sbagliate?

Andiamo per ordine di ruoli: il mancato riscatto di Szczesny dall’Arsenal va letto anche come costo opportunità: già pronto al suo posto Alisson, portiere brasiliano sul quale si è investito un anno fa per concedergli una fase di rodaggio e farsi trovare pronto oggi, in un avvicendamento naturale. Resta poi da valutare se il livello garantito dal polacco non subirà ridimensionamento: sarà il campo come sempre il giudice supremo. Sacrificio pesante in difesa: si era intuito sin da subito come uno tra Manolas e Rudiger avrebbe dato l’addio alla Roma. Indiziato principale il greco, che all’ultimo istante ha fatto saltare l’accordo con lo Zenit San Pietroburgo: si è frettolosamente proceduti poi alla cessione di Rudiger al Chelsea per un importo complessivo – tra base fissa e variabile – di poco inferiore ai quaranta milioni di euro. Ennesima ricca plusvalenza generata dalla Roma nelle operazioni concernenti il suo pacchetto difensivo. Tralasciando la scarsa nitidezza nella gestione della vicenda, l’opinione personale di chi vi scrive è che Manolas abbia ancora qualcosa in più di Rudiger in termini di valore generale: dunque se uno doveva essere sacrificato, meglio il tedesco. Capitolo centrocampo: il classe ’94 Paredes resta uno dei playmaker più interessanti del palcoscenico internazionale. La Roma non ci ha puntato, trovando alla svelta un sostituto accreditato come Gonalons ma chiamato a dimostrare di potersi inserire in un calcio dai ritmi più alti di quello da cui proviene. Mediana che però potrà contare sull’innesto dinamico di Pellegrini e sul ritorno a pieno regime di Alessandro Florenzi: poco male. L’operazione che appare del tutto errata è quella legata al nome di Salah: indispensabile quando le linee avversarie si raccolgono e non concedono spazi, rappresenta lo sfogo necessario ad una manovra che altrimenti – in queste circostanze – si avvita su se stessa. Poco importa il buon ricavato: per non incappare in un ridimensionamento Monchi dovrà trovare un sostituto all’altezza e non lo farà per cifre inferiori a quelle ottenute dal Liverpool per il cartellino di Salah. Sussistono dunque molti dubbi sulla validità della scelta: arriverà un mister X in luogo dell’egiziano, a meno di clamorosi colpi di scena tanto valeva confermare un profilo garantito.

La Roma con José Giménez

Un fenomeno, il sogno di Monchi. Classe ’95 ma con l’esperienza di un veterano, accumulata grazie ad un livello che gli ha permesso di diventare protagonista sin dalle primissime battute della sua carriera. Al centro della difesa più raccontata del mondo, quella dell’Atletico Madrid di Diego Pablo Simeone, arma grazie alla quale i Colchoneros hanno combattuto per anni contro corazzate del calibro di Barcellona e Real Madrid. Pacificamente le squadre più forti e talentuose del pianeta. José Giménez è devastante in marcatura: stazza fisica ed esplosività nel contatto e nei recuperi, imponenza nel gioco aereo, concentrazione. Punti deboli invece da rintracciare nei mezzi tecnici: la costruzione della manovra difficilmente diventerà il biglietto da visita della sua carriera. In tal senso somiglia molto all’identikit di Manolas: l’allenatore Eusebio Di Francesco si ritroverebbe dunque con due centrali molto simili. Il vantaggio: potrebbe tranquillamente orchestrare la sua linea alta grazie alle straordinarie capacità di recupero dei due centrali. Lo svantaggio: il pacchetto centrale difetterebbe nell’impostazione delle primissime battute dell’azione. Valore di mercato palesemente fuori dal comune: toccherà proprio a Monchi delineare eventualmente i contorni di una possibile trattativa.

La Roma con Matija Nastasic

Ecco l’alternativa a prezzi di mercato più accessibili, peraltro svelata in primissima persona dal direttore sportivo spagnolo: è Matija Nastasic, vecchia conoscenza del calcio italiano ai tempi dell’esperienza con la maglia della Fiorentina. Vecchia insomma, classe ’93, il difensore serbo ha ancora tutto il meglio da dare per alterare i connotati di una carriera ancora poco descrivibile. Le caratteristiche sono differenti da quelle di Giménez: meno esplosivo in termini stretti di marcatura, ma paradossalmente più completo. Ha un po’ di tutto, senza eccellere in nulla magari. A Nastasic però non manca proprio niente: difensore puro di discreto valore, ha una buona uscita palla al piede, ha la visione che manca sia a Manolas che Giménez, è all’occorrenza adattabile sulla corsia mancina da esterno basso. Vantaggio: piede mancino e buona abilità nell’impostazione, si completerebbe perfettamente con Manolas. Svantaggio: meno imperioso di Giménez, potrebbe faticare nei ripiegamenti improvvisi che una linea difensiva alta come quella di Eusebio Di Francesco richiede. Ecco, qualora la Roma di Monchi riuscisse davvero a mettere le mani su uno di questi due profili, ricordando il fresco innesto di Karsdorp sulla corsia destra in luogo di un irriconoscibile Bruno Peres ed un’alternativa di buona esperienza come Moreno, ecco come – in attesa dell’attaccante – i connotati del nuovo corso inizierebbero a risultare comprensibili.