Roma, Emerson Palmieri: «Stupito della mia crescita. Dopo il Porto ho lavorato tanto»

emerson palmieri roma
© foto www.imagephotoagency.it

Lunga chiacchierata fra Emerson Palmieri e i tifosi giallorossi in diretta su Periscope: dal debutto deludente contro il Porto alla crescita continua nel corso di questa stagione dove si è affermato come uno degli esterni più affidabili della Serie A

Mattinata piuttosto intensa quella di Emerson Palmieri che questa mattina si è intrattenuto con i tifosi giallorossi per una serie di domande e risposte in diretta su Periscope: sono arrivate domande di ogni genere, dalla bellezza della vita a Roma fra monumenti storici e i ristoranti capitolini fino agli argomenti più strettamente calcistici: «Dopo la partita contro il Porto non pensavo di giocare così tanto. Ho continuato a lavorare allo stesso modo, ci ero rimasto molto male ma l’unica soluzione era lottare ogni giorno e dimostrare a tutti che potevo riuscirci, dovevo mostrare il mio carattere. Se non avessi avuto la fiducia di mister Spalletti non ce l’avrei fatta. Mi conosco, so che posso giocare bene, ma non mi aspettavo neanche io questa crescita. Giocare con Totti? Mi ritengo fortunato, è un’icona, giocava alla Roma che non ero ancora nato, allenarmi con lui è una fortuna, lo devo ringraziare. Dzeko? Con lui so che posso buttare la palla in avanti che sarà probabilmente il primo ad arrivarci per segnare, aiuta sempre la squadra e anche personalmente mi ha sempre aiutato, è una grande persona».

EMERSON PALMIERI: «RONALDO IL PRIMO IDOLO, SOGNAVO L’EUROPA CON BRUNO PERES» – Si è poi passati al periodo brasiliano, al periodo del Santos dove si fece notare: «È stato difficile lasciare il Brasile, non volevo lasciare la famiglia, gli amici, la fidanzata, ma a volte bisogna fare dei sacrifici. Il Santos è la squadra per cui tifo, riuscire a giocarci è stata la realizzazione di un sogno. Il mio primo idolo? Ne ho avuti tanti, ma direi Ronaldo. Mai avuto altri pensieri oltre al calcio, ho studiato ma il calcio è sempre stata la mia strada. A Roma siamo come una famiglia ma ho legato molto con gli altri brasiliani, soprattutto con Bruno Peres con cui ho giocato insieme anche in Brasile: insieme sognavamo di giocare in Europa. Ora siamo anche compagni di stanza, prima ero con Gerson». Si passa poi al numero di maglia e alla scelta del numero 33, scelto da Palmieri per la sua data di nascita, per i trascorsi in Brasile col numero 3 e a Palermo con il 13 e per il fatto che in giallorosso il 3 fosse già occupato, oltre che per la simbologia religiosa che il numero 33 porta con sé.

E. PALMIERI: «IL GOL AL VILLARREAL BELLISSIMO. COL SASSUOLO HO ROSICATO» – Si torna poi alla stagione con la Roma, e al bellissimo gol realizzato contro il Villarreal: «Cos’ho pensato? Non lo so, ho rubato palla e cercavo un compagno per servirlo ma non ho trovato nessuno, ci ho provato ed è entrata, è stato bellissimo». Meno fortuna invece nell’ultimo turno contro il Sassuolo, dove ha centrato una traversa che trema ancora: «Ho rivisto il video varie volte, purtroppo non è entrata, sarebbe stato un gol ancora più bello». Nelle ultime settimane si è parlato anche di una possibile convocazione nell’Italia, e il giocatore giallorosso ha espresso il suo parere positivo in tal senso, affermando che si tratterebbe di un grande onore.