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2009

Serie A, tra Cagliari e Napoli è un folle 3-3

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Incredibile girandola di emozioni a Cagliari, dove non basta al Napoli il doppio vantaggio per portare a casa i tre punti, al cospetto di una squadra tosta come quella di Allegri.

I padroni di casa, tra le squadre più in forma del campionato, si presentano all’appuntamento con Parola al posto di capitan Conti, e la coppia Nenè-Matri davanti. Gli azzurri rispondono con Aronica dal primo minuto in difesa, e Quagliarella nel poco amato ruolo di centravanti, supportato da Lavezzi e Hamsik.

Succede poco nei primi minuti, e l’unico fatto da segnalare è la lamentela di De Sanctis per una penna laser che a suo dire gli veniva puntata contro dagli spalti. Al 13′ arriva la prima occasione, ed è per i partenopei: Lavezzi ha spazio per tirare col sinistro, ma la sua conclusione finisce a lato.

Al 16′, annullata una rete al Napoli: Quagliarella era in fuorigioco sul cross basso di Lavezzi, e così l’appuntamento con il gol viene rinviato di qualche minuto. Infatti, quattro minuti dopo gli azzurri passano con il loro uomo forse più rappresentativo, Pocho Lavezzi, che palla al piede si lancia in un dribbling fra tre difensori e poi dal limite trova l’angolino basso per l’1-0. Gol d’autore, e Napoli in vantaggio al Sant’Elia.

I sardi accusano il colpo, e la loro risposta si concretizza in una maggiore pressione, ma senza che De Sanctis debba correre grandi pericoli, e così si va al riposo con il Napoli meritatamente in vantaggio.

Le squadre rientrano dagli spogliatoi con le medesime formazioni, ma Allegri dopo il quarto d’ora decide di cambiare. E, come capita spesso ai grandi allenatori, ci prende nonostante dall’esterno la sostituzione potesse sembrare scellerata: fuori Nenè, ammonito, e dentro l’oggetto misterioso Larrivey. L’effetto del cambio non è immediato, tant’è che il Napoli trova addirittura il raddoppio che sembra mettere in ghiaccio la partita.

E’ il 20′ del secondo tempo, e sugli sviluppi di un angolo di Hamsik Pazienza sbaglia il primo tiro, non il secondo. Il 2-0 così maturato ucciderebbe un toro, ma non un Cagliari consapevole dei propri mezzi e mai arrendevole. E così, succede che tutto cambia.

Al 30′ Larrivey, proprio lui, dimezza lo svantaggio, raccogliendo un cross basso di Matri e bruciando Aronica. Cinque minuti dopo, è Matri a colpire al cuore un Napoli che forse aveva pensato di aver chiuso troppo presto la contesa. Sul cross di Cossu, l’attaccante disegna di testa una parabola imparabile per De Sanctis, e firma il suo settimo gol consecutivo.

Allegri allora decide di giocarsi tutto, e toglie Cossu inserendo Jeda, passando così al tridente. E il tecnico toscano è davvero un mago, perchè il brasiliano appena entrato riceve un cross di Lazzari e di testa firma il sorpasso, a tempo praticamente scaduto. A questo punto succede praticamente di tutto, il Napoli è furente per la rimonta subita e a Lavezzi scattano i nervi, calciando un pallone contro Allegri e dando il via ad un principio di rissa. Il Pocho viene cacciato dal direttore di gara, e per il Napoli adesso sembra davvero finita.

Ma la follia di questo Cagliari-Napoli non conosce limiti, e allora Bogliacino al 51′ trova il gol che fissa il punteggio sul definitivo 3-3. Cala il sipario, spettacolo al Sant’Elia.

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