Spalletti e Roma con la testa altrove: Napoli favorito per il secondo posto?

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La Roma di Spalletti ed il Napoli di Sarri si giocano l’accesso diretto alla prossima Champions League: l’analisi

L’ultimo turno di campionato ha ribaltato un esito che oramai appariva scontato: la sonora sconfitta rimediata dalla Roma nel derby capitolino è andata a sommarsi al colpo ottenuto dal Napoli sul campo di un’Inter in piena crisi d’identità. Le conseguenze in chiave secondo posto? Partenopei mai così vicini ai giallorossi, ora ad una sola lunghezza dall’obiettivo: due considerando il vantaggio acquisito dalla Roma nello scontro diretto, ma a conti fatti gli uomini di Spalletti non possono più consentirsi passi falsi. Il Napoli è lì che attende, forte di alcuni elementi che ci apprestiamo ad osservare.

Roma, la testa è all’obiettivo del secondo posto?

Ad oggi appare più ingombrante la delusione per gli obiettivi mancati che la fame per raggiungere quelli ancora in vita: l’eliminazione incassata in Coppa Italia dalla Lazio fa ancora male, brucia sempre più considerando la recentissima mazzata incassata in campionato. L’incubo dei poco amati cugini biancocelesti va ad aggiungersi all’occasione persa in Europa League con il Lione, una squadra valida ma – come emerso dal 4-1 recapitatogli dall’Ajax in semifinale – non quello scoglio insuperabile che ti lascia senza rimpianti. A questa torta va aggiunta la definitiva rinuncia (quantomeno) a creare grattacapi alla Juventus sul palcoscenico interno: le contingenze di classifica avevano eletto nei giallorossi la reale antagonista ai campioni in carica, ma la Roma ha mancato ogni esame nel momento in cui doveva dimostrare. Dimostrare di essere all’altezza della situazione, riscoprirsi più maturi di quel che ci si immaginava. Nello scenario appena descritto, quanto si può essere focalizzati sul secondo posto?

Il caso Spalletti

Eppure la conquista della medaglia d’argento della Serie A 2016-17 sarebbe cruciale per il futuro a breve e medio termine: sportivamente garantisce la partecipazione alla prossima Champions League, economicamente ti dà accesso immediato a quei fondi Uefa indispensabili per sostenere un calciomercato di concreto rafforzamento. A maggior ragione tenuto conto della particolare situazione che vive la Roma in termini di fair play finanziario. Il mancato secondo posto consentirebbe – e soltanto in caso di buona riuscita del playoff, fattore tutt’altro che scontato per i club italiani alla luce delle evidenze statistiche degli ultimi anni – di ottenere a sessione di mercato praticamente terminata i milioni utili per finanziarsi. Non serve dettagliare le implicazioni. Eppure il fuoco non arde in casa Roma: per le ragioni prima esposte, nonché per la vicenda che gravita intorno al nome del rispettivo allenatore. Luciano Spalletti non ha comunicato al mondo del calcio se è sua intenzione lasciare Roma (come sembra) o dare continuità al discreto lavoro svolto in questo anno e mezzo della sua versione 2.0 per ritentare il colpo grosso. Interessante la prima reale conferenza stampa del nuovo direttore sportivo giallorosso Monchi: l’ex Siviglia ha raccontato di voler lavorare con Spalletti, quasi spingendolo a prendere finalmente una netta posizione di fronte alla piazza giallorossa. Ma risulta complesso comprendere se sia già con la testa altrove, se invece stia realmente vagliando l’opportunità di restare al timone della Roma dopo quel famoso “se non vinco un titolo vado via“, con tanto di passo indietro dunque, o se sia caduto in un vero e proprio stato confusionale. Comunque la si giri, in chiave lotta serrata per la conquista del secondo posto, non siamo di fronte a qualcosa di incoraggiante.

Lotta per il secondo posto: Napoli favorito?

Con due squadre lunatiche quanto sono Roma e Napoli il discorso inerente al calendario lascia oggettivamente il tempo che trova. Una breve analisi la possiamo avanzare ed il tasso di difficoltà sulla carta appare minore per la banda Sarri: Cagliari e Fiorentina in casa, Torino e Sampdoria lontano dal San Paolo. Insidiose le due trasferte, ma si tratta di quattro incontri contro realtà che nulla più hanno da chiedere ai propri campionati. Qualche lumicino europeo per gli uomini di Sousa, ma oggettivamente poca roba. Di differente tenore il work in progress della Roma: Milan e Chievo fuori, Juventus e Genoa all’Olimpico. Sono le due prossime gare a stabilire il tutto, essenzialmente quella di San Siro: se la Roma dovesse farla propria, la sensazione è quella che potrebbe restare al secondo posto. Molto dura altrimenti. Diverso il tenore della sfida contro la squadra di Allegri: dovesse incrementare anche solo di un punto il divario sulla Roma nel prossimo weekend di campionato, avrebbe matematicamente conquistato lo scudetto. Così come non ci si attende una Juventus al cardiopalma in caso di sette/nove lunghezze di distanza. Lo scudetto è comunque archiviato ed una Roma con la vena fuori dal collo potrebbe spuntarla. A patto che quella vena si veda. San Siro decisivo, Napoli più sgombro mentalmente e più focalizzato sull’obiettivo, forte della certa continuità garantita dal progetto Sarri. E questo può fare la differenza.