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Temperature troppo alte per giocare: come cambia il calcio con l’afa

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Il mondo del calcio sembra non avere più tempo, e modo, di riposare. Questo però rappresenta un grande problema per i calciatori, costretti a scendere in campo anche nei mesi estivi, con temperature troppo alte per giocare.

Per questo, con l’afa e con temperature che superano costantemente i 30 gradi (e spesso anche i 40) correre e giocare – con intensità – per 90 minuti, diventa un rischio per la salute. Ma, tra i tanti impegni che si sovraccaricano, i professionisti del mondo del calcio si ritrovano a scendere in campo sia a Luglio che ad Agosto, dopo aver terminato la stagione i primi giorni di Giugno. Poche settimane di riposo e tanti allenamenti sotto il sole, un vero pericolo per chi pratica questo sport.

Temperature alte e difficili da sostenere, Agosto di fuoco

Da chi si accinge a cominciare la stagione a chi è già nel vivo del proprio campionato, come in Polonia (dove si sono disputate già due giornate), o anche in Austria, dove ci si sta giocando la qualificazione alla Coppa d’Austria. A fine Luglio comincia anche il campionato ungherese (noto come OTP Bank Liga), mentre i cinque maggiori campionati europei – compresa la Serie A – avranno inizio nella settimana di ferragosto. La Serie A comincerà il 13 Agosto, con temperature sicuramente proibitive per pensare di riuscire a mantenere una buona tenuta fisica. Chiaramente ciò comporta diverse problematiche, come il rendimento dei calciatori -sempre tenuto d’occhio da piattaforme comehttps://www.20bet-italia.net/ a favore di chi lo osserva per le quote – che tende a risentire del caldo asfissiante. Il vero problema non è soltanto il sole, bensì anche l’umidità che si crea durante tutta la giornata e che, di conseguenza, anche durante orari serali, rende difficile la corsa e la resistenza.

Al di là della resa fisica, bisogna anche dare importanza alla salute dei calciatori. Esempio evidente si è avuto durante la Coppa d’Africa, dove un giocatore nigeriano si è sentito male ed è stato portato in ospedale a causa di disidratazione, conseguenza dello sforzo fisico con temperature troppo elevate. Seppur con aspetti meno gravi, anche gli Europei femminili hanno risentito del costante caldo, che ha limitato lo spettacolo – e il gioco – e non ha tutelato le atlete. Questa afa porta anche a condizionare il fisico di calciatrici e calciatori, che si ritrovano così ad allenarsi sotto il sole e a giocare con temperature molto alte, dovute anche ad un cambiamento climatico preoccupante. Si corre allora il rischio di subire numerosi infortuni, come trauma cranico o un semplice “colpo di calore”, o anche appunto la disidratazione. Ciò limiterebbe sia lo spettacolo che il risultato del match (nell’immediato), ma a lungo termine il rendimento dello stesso calciatore, costretto a lasciare il campo e a prendersi un periodo (che sia breve o meno) di recupero.

Giocare a metà Agosto comporterà questi rischi e si deve necessariamente trovare una soluzione. Se i Mondiali 2022 verranno disputati in pieno inverno (tra Novembre e Dicembre) questo costringe i campionati ad iniziare anzitempo, dunque nel periodo più caldo dell’estate. Per le Olimpiadi di Tokyo del 2022 si cercano già da subito delle valide soluzioni, mentre per la Serie A l’unica alternativa sarebbe far giocare i calciatori in tarda serata, persino dopo le 21, anche se ciò sembra difficile. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di “spezzare” ogni tempo e dare la possibilità ai calciatori di rifiatare, idratarsi e rinfrescarsi, così da non subire crolli a livello fisico.

Dunque il calcio è in continua trasformazione, ma non è detto che si stia evolvendo. Pertanto si deve trovare una soluzione adeguata, che permetta agli atleti di essere tutelati e di poter svolgere al meglio il proprio lavoro. Anche per rispetto, non soltanto dello stesso professionista, bensì anche dei tifosi, in particolar modo di coloro che si recano allo Stadio per sostenere la propria squadra e i propri “idoli”, con l’obiettivo di diversi e gustarsi una bella partita, senza dover assistere a scene spiacevoli.

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