Ultimo in classifica a zero punti. Cosa sta succedendo al Toro di Giampaolo?

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© foto www.imagephotoagency.it

Avvio stagionale da incubo per il Torino: tre sconfitte in tre partite, Giampaolo in discussione e i tifosi non ci stanno

Difficile fare peggio di così: tre sconfitte nelle prime tre partite di campionato, l’ultima volta capitò nel 2002 e la stagione si chiuse con la retrocessione in B. Stavolta però le premesse e le aspettative erano ben diverse, con l’ingaggio di Giampaolo al posto di Longo per tentare il salto di qualità in Europa. E invece i granata sono soli all’ultimo posto in classifica, con zero punti e tre sconfitte nelle prime tre partite. Come si è arrivati a questo punto? Non è esclusivamente un problema di guida tecnica, anche se in molti a inizio stagione si chiedevano se il tipo di gioco proposto da Giampaolo sarebbe stato compatibile con le caratteristiche e la mentalità Toro. Il mercato non ha dato una mano al nuovo allenatore: sono arrivati diversi giocatori ma nessuno con le caratteristiche che aveva richiesto lui: al momento continua a mancare un regista, e in quel ruolo Rincon fatica ad esprimersi a certi livelli.

Degli investimenti di Vagnati l’unico che ha fatto vedere qualcosa di veramente interessante è stato Vojvoda, troppo poco per pensare all’Europa. E allora ci si aggrappa al vecchio Belotti, vero e unico punto di forza di questa squadra. Il Gallo lotta e segna, al momento è l’unico marcatore del Torino (quattro reti in tre partite), e anche contro il Cagliari è stato l’ultimo ad arrendersi. Con una doppietta che ha illuso e una rovesciata che nel finale di partita non ha regalato il 3-3 per questione di centimetri. Il Toro è Belotti dipendente (e non è la prima volta) ma mai come quest’anno ha un centrocampo fragile e una difesa che non ha ancora trovato l’assetto migliore, a quattro. Servono idee ma soprattutto sacrificio, da parte dei giocatori, dell’allenatore ma anche della dirigenza, perché siamo a inizio campionato ma i segnali sono già allarmanti e il rischio è di sprecare l’ennesima stagione, se non peggio.