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Milan, crollo totale di Pulisic nel 2026: i numeri e i motivi del blackout dell’americano. La verità sul suo momento!

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Classifica marcatori Serie A 2025/2026

Milan, crollo evidente di Pulisic nel 2026: i numeri e i motivi del blackout dell’attaccante rossonero. Dentro al suo momento

Il Milan si interroga sul momento estremamente delicato di Christian Pulisic. L’ex attaccante del Chelsea sta affrontando una stagione letteralmente spaccata a metà, configurando un vero e proprio caso di “Dottor Jekyll e Mr. Hyde” calcistico. I dati evidenziano un calo drastico a cavallo tra la fine del 2025 e questo inizio di 2026, trasformandolo da trascinatore indiscusso del Diavolo a un giocatore in cerca della propria identità.

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Il 2025 da protagonista: gol, assist e leadership

Nella prima parte dell’annata sportiva, Pulisic è stato letale, mettendo a referto ben 10 reti (8 in Serie A e 2 in Coppa Italia) e 2 assist. Un bottino fondamentale che oggi manca terribilmente al tecnico Massimiliano Allegri.

Il repertorio mostrato dal numero 11 è stato impressionante:

  • L’istinto del gol: Pulisic ha deciso il fondamentale derby contro l’Inter avventandosi su una respinta e bruciando in velocità Manuel Akanji.
  • Attacco della profondità: Micidiale negli spazi aperti, ha punito l’Udinese su una geniale imbucata di Adrien Rabiot e ha trafitto il Torino sfruttando un cross di Alexis Saelemaekers.
  • Azioni personali e balistica: Indimenticabile la cavalcata solitaria contro il Lecce, innescata direttamente da un rinvio di Mike Maignan, così come la coordinazione al volo in Coppa Italia e la zampata contro il Verona.
  • Uomo squadra: Oltre ai gol, ha servito un prezioso assist a Saelemaekers contro il Napoli e ha propiziato la rete di Youssouf Fofana rubando palla a Jesper Karlström contro l’Udinese. L’unica macchia? Il rigore fallito contro la Juventus.

Il blackout del 2026: tra tattica e problemi fisici

Con l’arrivo del 2026, la luce si è improvvisamente spenta: da gennaio a oggi, il tabellino di “Capitan America” recita uno spietato 0 alla voce gol e assist. A pesare su questo prolungato digiuno ci sono evidenti cause sia tattiche che fisiche.

La fastidiosa borsite che lo ha tormentato a inizio anno gli ha inevitabilmente tolto brillantezza, continuità ed esplosività muscolare nei primi passi. A livello puramente tattico, inoltre, le difese avversarie sembrano avergli preso le misure: i raddoppi di marcatura sono ormai sistematici e gli spazi in profondità, in cui aveva banchettato in autunno, si sono drasticamente ridotti.

Resta una verità di fondo inconfutabile: per puntare con decisione agli obiettivi stagionali nella volata finale, il Milan ha il disperato bisogno di ritrovare la versione letale del suo asso statunitense.

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