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Tottenham in crisi: Tudor furioso dopo il ko col Fulham. Arbitro e squadra nel mirino, cosa ha detto il tecnico croato
Tottenham in crisi: Tudor su tutte le furie dopo la sconfitta col Fulham. Arbitro e squadra nel mirino, cosa ha detto
Il momento nero del Tottenham prosegue senza sosta, trascinando Igor Tudor in una pericolosa e profonda spirale di risultati negativi. La sconfitta interna per 2-1 subita contro il Fulham segna il secondo stop consecutivo per l’allenatore, lasciando i londinesi a un preoccupante margine di soli quattro punti dalla temuta zona retrocessione. Al termine del fischio finale, il manager ha dato sfogo a tutta la sua frustrazione ai microfoni della stampa.
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La polemica arbitrale: “Un imbroglio, era fallo netto su Dragusin”
Nel mirino di Tudor è finita prima di tutto la direzione di gara, in particolar modo per la rete concessa ad Harry Wilson. Secondo l’allenatore, l’azione decisiva era chiaramente viziata da una vistosa spinta di Raúl Jiménez ai danni di Radu Dragusin.
Sull’episodio, Tudor è stato categorico e tagliente: «Certo che è fallo, nove persone su dieci diranno che lo è perché è evidente. Quando spingi con le mani e non guardi la palla per prenderti un vantaggio, bisogna annullare l’azione». Il tecnico ha rincarato la dose: «È ridicolo non fischiare, perché la conseguenza è un gol. Se l’avversario non pensa al calcio ma a come imbrogliare, è fallo e basta».
La strigliata alla squadra: “Ci manca personalità, siamo in ritardo”
Oltre alla rabbia per la moviola, Tudor ha analizzato con estrema durezza la profonda crisi d’identità del club, invocando una scossa immediata: «È una situazione incredibile, ci sono grandi problemi. Dobbiamo trovare la voce dentro ognuno di noi: serve più personalità e voglia di reagire. Quando giochi per questo club, ti aspetti un certo livello di lotta che oggi non si è visto».
L’allenatore ha infine allontanato ogni alibi legato al modulo, focalizzandosi sull’intensità mentale e atletica: «Non è una questione di sistema tattico. Il calcio è anche corsa e duelli. Ho avuto la sensazione che i giocatori del Fulham corressero sempre, anche con la testa, arrivando primi e prevedendo le situazioni. Noi, invece, siamo sempre in ritardo». La pressione a Londra, ora, si fa insostenibile.