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Infantino esce allo scoperto: «Sono tifoso dell’Inter, uno dei miei idoli era Beccalossi. Ecco chi è la favorita per il Mondiale»

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Infantino mondiale per club

Infantino, presidente della FIFA, ha svelato la sua fede per l’Inter e ha parlato anche dei Mondiali del 2026. Le sue parole

Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha rilasciato un’intervista al quotidiano spagnolo AS. Le sue dichiarazioni.

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MONDIALE «La Coppa del Mondo sarà fantastica, fenomenale. C’è un’eccitazione senza precedenti negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. In quattro settimane, abbiamo ricevuto oltre 500 milioni di richieste di biglietti. È incredibile. Abbiamo quasi sette milioni di biglietti, ma 500 milioni è una cifra mai vista prima nella storia della FIFA o di qualsiasi altra istituzione. Settantasette delle 104 partite hanno ricevuto oltre un milione di richieste di biglietti, e le restanti si aggirano intorno a quella cifra. Stiamo tenendo da parte alcuni biglietti per la parte finale del torneo e per gli ultimi giorni. Tutti gli stadi saranno pieni; sarà una festa totale. Quando si diceva che il calcio non fosse molto apprezzato negli Stati Uniti… le cose sono cambiate. Sarà un enorme successo. Sarà la prima Coppa del Mondo con 48 squadre, 104 partite, 16 città, tre nazioni… stiamo affrontando qualcosa di enorme. È più di un torneo, più di una competizione sportiva; è un evento sociale che il mondo si fermerà ad ammirare».

FAVORITA – «La Spagna è una delle favorite, insieme ad altre, ovviamente. Sappiamo già quanto sia forte la Spagna. La squadra numero uno nel ranking deve essere la favorita per la Coppa del Mondo».

MONDIALE PER CLUB – «Il Mondiale per Club che abbiamo vissuto negli Stati Uniti è stato fantastico. Ora il panorama calcistico è cambiato; abbiamo un ottimo rapporto con tutti ed è importante ascoltare e parlare con tutti per costruire qualcosa insieme. Il primo Mondiale per Club è stato un successo clamoroso, non solo dal punto di vista economico, ma anche sportivo. Alla finale tra Chelsea e PSG hanno partecipato giocatori di sedici nazionalità, provenienti da cinque continenti. In un Mondiale per nazionali, al massimo, si hanno due nazionalità e forse due continenti».

TIFOSO – «Sono un grande appassionato di calcio fin da bambino. Ho molti idoli. Ricordo il Mondiale di Spagna del 1982. L’Italia lo vinse, con Paolo Rossi e tutta quella squadra di grandi giocatori. Per me è stato spettacolare. Avevo dodici anni all’epoca. È una squadra importante, un momento che mi è rimasto impresso nel cuore. Sono anche tifoso dell’Inter. Uno dei miei primi idoli, forse poco conosciuto in Spagna, è stato Evaristo Beccalossi, un numero dieci che non giocò quel Mondiale, né in Nazionale, perché l’allenatore aveva altri progetti. Il numero dieci dell’Inter ci faceva sognare, e a volte… beh, faceva cose di cui non posso parlare. Ricordo Alessandro Altobelli, che segnò un gol in finale. Il suo terzo gol e l’esultanza contro la Germania furono spettacolari. Se guardiamo agli anni ’80 e ’90, dobbiamo parlare di Diego Maradona, uno dei più grandi di tutti i tempi. Quando vedi i filmati ora, pensi a quello che ha fatto, di cosa era capace. I giocatori non erano protetti come lo sono ora. Un idolo, un fenomeno… Non ho visto giocare Pelé, ma era un’icona globale prima dei social media, prima della globalizzazione. È ancora un idolo per i bambini di oggi, e anche se non l’hanno visto giocare, significa che ha fatto qualcosa di speciale. Anche Ronaldo Nazario è un fenomeno. Ogni volta che parli con i giocatori e chiedi loro chi è il giocatore più forte con cui abbiano mai giocato, il novanta per cento di loro dice Ronaldo. Era spettacolare. Oggi invece ci sono Messi e Cristiano Ronaldo, ma devo anche ricordare tutti gli spagnoli che hanno vinto la Coppa del Mondo del 2010. Xavi, Iniesta, Casillas, Puyol… La Spagna ha sempre avuto grandi giocatori, allenatori e manager come Del Bosque, Aragonés, Pep Guardiola… persone che hanno fatto la storia del calcio, ed è per questo che siamo così grati alla Spagna».

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