Calcio italiano
Calcio italiano verso la rivoluzione: nuova tassa sulle scommesse, diritti TV ridisegnati e incentivi ai giovani nella bozza del DDL
Riforma del calcio italiano, dalla nuova “ex Totocalcio” ai diritti TV rivisti: la prima bozza del DDL punta su vivai e sostenibilità
La bozza di disegno di legge presentata dal senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi punta a una riforma complessiva del sistema calcio italiano, intervenendo su ricavi, costi e governance. L’obiettivo è rafforzare la sostenibilità economica dei club e incentivare in modo strutturale lo sviluppo dei settori giovanili. Si tratta di un testo preliminare, aperto ai contributi politici e destinato a essere sottoposto al ministro dello Sport Andrea Abodi. La proposta tocca ambiti chiave come scommesse, diritti televisivi, lavoro sportivo, compensi degli agenti e assetto istituzionale della FIGC.
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Sul fronte delle entrate, il DDL introduce dal 2027 un contributo del 2% sulle giocate calcistiche, destinato alla FIGC e vincolato per metà allo sviluppo dei vivai e delle infrastrutture. Una quota del 30% sarebbe riservata alla lotta alla ludopatia e il restante 20% al calcio femminile e dilettantistico. Contestualmente, il testo prevede una riduzione del PREU per garantire l’invarianza di gettito per lo Stato. Viene inoltre istituito un fondo alimentato dal 10% delle sanzioni AGCOM contro la pirateria audiovisiva, destinato a impianti, centri federali e programmi formativi. Una parte centrale della riforma riguarda anche i diritti TV: almeno il 15% delle risorse verrebbe distribuito secondo nuovi Parametri di Valorizzazione e Sostenibilità, premiando vivai, bilanci virtuosi, utilizzo di italiani e qualità delle infrastrutture, con un’ulteriore premialità per i club in utile da almeno tre esercizi.
Sul lato dei costi, la riforma interviene sul lavoro sportivo con una riduzione del 30% delle aliquote contributive per i calciatori tra i 18 e i 23 anni nei primi cinque anni di attività. È prevista inoltre un’assicurazione privata obbligatoria contro gli infortuni, che sostituirebbe la copertura INAIL, con indennità per inabilità, invalidità, spese mediche e fine carriera. Il testo introduce anche una detrazione fiscale del 30% sui premi assicurativi e la loro deducibilità per le società. Un capitolo rilevante riguarda i compensi degli agenti sportivi: verrebbero fissati tetti massimi tra il 5% e il 7% a seconda del soggetto pagatore, con una riduzione del 30% in caso di rinnovo, oltre a nuovi obblighi di trasparenza e un registro pubblico.
Sul piano istituzionale, la bozza prevede un commissariamento straordinario della FIGC per 24 mesi, prorogabili di altri 12, con l’obiettivo di accelerare riforme strutturali come la revisione dei campionati, il rafforzamento dei controlli economico‑finanziari e il riordino del sistema arbitrale. Le coperture finanziarie arriverebbero dall’eliminazione della contribuzione INAIL per i professionisti, dal rafforzamento dei controlli sulle società e, in parte, dal Fondo per interventi strutturali di politica economica. Il contributo sulle scommesse sarebbe strutturato per non generare impatti negativi sul bilancio statale. Nel complesso, la bozza delinea un intervento ampio e ambizioso, pensato per ridisegnare gli equilibri economici e regolamentari del calcio italiano.