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Rivoluzione Fiorentina, Paratici sceglie la linea verde: sei italiani per il nuovo ciclo
Fiorentina, Fabio Paratici vuole aprire un nuovo ciclo puntando su questi sei giocatori italiani. Di chi si tratta
Non è solo una questione di panchina. Mentre il dubbio sul Vanoli-bis rimane il vertice della piramide decisionale, Fabio Paratici ha già iniziato a gettare le fondamenta della Fiorentina che verrà. Il punto di partenza ha un nome preciso: Nicolò Fagioli. Nonostante l’interesse concreto del Tottenham, la riprova implicita del valore del regista piacentino, la Fiorentina non ha intenzione di privarsene. A Fagioli verranno consegnate le chiavi del gioco viola, un ruolo cucitogli addosso da Vanoli a partire da dicembre e che ha portato l’Under 21 dritto verso la convocazione del CT pro tempore Silvio Baldini. Accanto a lui, il centrocampo sarà completato da Ndour e Mandragora, scelti per garantire protezione e qualità a un play-maker che deve essere messo nelle condizioni di rendere al meglio. L’analisi odierna del Corriere dello Sport.
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Difesa e appartenenza: lo stile italiano
Il progetto della nuova Fiorentina parla chiaramente italiano. Oltre al trio di centrocampo, la lista dei confermati comprende tre pedine difensive dai percorsi differenti ma accomunate dal senso di appartenenza.
- Fabiano Parisi: una delle note più liete della stagione, rigenerato tatticamente da Vanoli che lo ha trasformato con successo da terzino ad ala.
- Luca Ranieri: l’ex capitano ha saputo rimettersi in discussione dopo aver perso la fascia, recuperando centralità tecnica e dimostrando un attaccamento alla maglia fondamentale per ricostruire lo spogliatoio.
- Pietro Comuzzo: il centrale classe 2005, gioiello del vivaio, resta un punto fermo nonostante le lusinghe di mercato (con il Napoli pronto a follie già in passato). La società crede fermamente nelle sue doti per guidare la retroguardia del futuro.
Il rebus Moise Kean
Se la base dei sei italiani sembra solida, rimane un’incognita pesante in cima alla lista: Moise Kean. Il centravanti, reduce da una stagione altalenante con 9 gol (ben lontano dai 25 dell’anno precedente), rappresenta il vero caso da risolvere. Disegnare una Fiorentina ambiziosa e competitiva senza il contributo realizzativo del suo uomo di punta è difficile, ma il discorso legato al suo futuro appare separato dal resto del gruppo: una questione di equilibri economici e motivazionali che Paratici dovrà affrontare con estrema cautela.