2009
Messico 1986: Il mondo ai piedi di Diego
L’organizzazione del Mondiale del 1986 era stata assegnata in un primo momento alla Colombia: l’arretratezza dei lavori e i requisiti minimi non raggiunti però, obbligarono la Fifa ad un cambio di sede, a tre anni dal via. La scelta cadde sul Messico, che ospitò i Mondiali già nel 1970, appena sedici anni prima. Quella messicana divenne quindi la prima nazione ad ospitare il massimo torneo calcistico per due volte, nonostante un terremoto che nel 1985 causò più diecimila morti. Anzi, la Coppa del Mondo fu un occasione per portare nuovi soldi al Messico e per far dimenticare i problemi ai messicani. Colombia o Messico, il Mondiale avrebbe parlato spagnolo per la quarta volta nelle ultime cinque edizioni.
Il 1986 è l’anno di Diego Armando Maradona. Tutta l’edizione venne dominata dal miglior calciatore assieme a Pelè della storia del calcio. Coi suoi cinque gol non fu capocannoniere (l’inglese Gary Lineker ne fece sei), ma col suo genio fece girare tutta la squadra. I gol all’Inghilterra rimangono tuttora nella mente collettiva: quello di mano e quello in cui dribblò mezza squadra facendosi tutto il campo.
Per la prima volta una squadra africana passò il primo turno: l’onore toccò al Marocco, che uscì solamente al 90′ negli ottavi con la Germania.
L’Italia campione in carica fece brutta figura. Bearzot portò in Messico una squadra stanca e demotivata, che venne fatta fuori dalla più frizzante Francia, laureatasi campione d’Europa due anni prima.
Tra il 31 maggio e il 29 giugno si diedero battaglia ventiquattro squadre, come in Spagna nel 1982, ma la formula mutò: non più gironcini nella seconda fase, ma eliminazione diretta. Per portare sedici squadre agli ottavi, si dovette ricorrere al ripescaggio di quattro terze classificate: è una formula salva-grandi, visto che la fase a gironi serve ad eliminare solo otto squadre su ventiquattro. Danimarca, Canada e Iraq furono le novità di quell’edizione, mentre ricomparvero dopo parecchio tempo Corea del Sud (assente dal 1954) e Paraguay (assente dal 1958).
Visioniamo i gironi. La rosa di Bearzot non è più quella di quattro anni prima e in Messico si spegne prestissimo. Tuttavia il primo turno è passato agevolmente: pareggiamo con Bulgaria e Argentina e battiamo la Corea del Sud (gli unici marcatori azzurri sono Altobelli e un’autorete coreana). In questa prima fase sono Danimarca e Urss a sorprendere il Mondo. I danesi ottengono un fantastico tre su tre, battendo scozzesi (1-0), uruguaiani (6-1) e tedeschi (2-0); i sovietici oltre al pari con la Francia segnano sei gol ai malcapitati ungheresi e due al modesto Canada. Il Brasile invece è arcigno: doppio 1-0 a Spagna e Algeria per ottenere il pass per gli ottavi, prima del 3-0 ai nordirlandesi. L’Inghilterra perde la prima, fa 0-0 alla seconda, ma riesce a passare il turno rifilando tre reti alla Polonia; il girone comunque è vinto dal Marocco, altra sorpresa del primo turno. I padroni di casa del Messico non hanno problemi a passare il girone. Il Belgio, che poi si arrampicherà fino alle semifinali, passa solamente come terzo, piazzandosi dietro al Paraguay. Le quattro migliori terze ad andare avanti sono Bulgaria, Belgio, Uruguay e Polonia.
Ottavi di finale: la nostra nazionale è costretta ad arrendersi ad una Francia decisamente più pimpante: 0-2, a segno Platini e Stopyra con un gol per tempo. L’Argentina fa fuori nel derby l’Uruguay, mentre il Brasile spazza via la Polonia con un 4-0 che non ammette repliche. La Danimarca interrompe bruscamente il suo sogno prendendo cinque sberle dalla Spagna. Il Belgio ha bisogno dei supplementari per far fuori l’Unione Sovietica, altra squadra che ai gironi aveva fatto furore. Solo allo scadere la Germania riesce a eliminare il Marocco, mentre non ha problemi l’Inghilterra sul Paraguay. Ai quarti, ben tre gare su quattro vengono decise ai rigori. La Germania conferma la sua sterilità offensiva e ha bisogno dei tiri dal dischetto per eliminare il Messico; il Belgio va in vantaggio con la Spagna ma viene ripreso a cinque minuti dalla fine: tuttavia ai rigori riuscirà a passare il turno. L’altro match a finire pari è il clou Francia-Brasile. Qua troviamo errori eccellenti: durante la gara, Zico sbaglia il rigore del possibile 2-1 (il giocatore ex-Udinese era entrato a venti minuti dal triplice fischio). Alla serie finale, Zico segna, ma questa volta sbagliano Platini per la Francia (proprio nel giorno del suo compleanno!) e Socrates per il Brasile. Sarà comunque di Julio Cesar l’errore decisivo, che permetterà ai transalpini di continuare il loro Mundial. Ma su un rigore dei francesi l’errore è dell’arbitro rumeno Igna: tiro, palo, schiena del portiere, gol. Igna convalida, ma quando si va ai rigori finali, se viene colpito un legno, il rigore termina appena la palla viene toccata dal portiere. Maradona segna due gol all’Inghilterra, il primo da annullare, il secondo fantastico. La prima marcatura venne segnata infatti di mano (“è stato Dio a farmi colpire con la mano” dirà . Il gesto ancor oggi è ricordato proprio come la “mano de Diòs”. Ricordiamo l’odio reciproco tra Inghilterra e Argentina: nel 1982 le due nazioni furono in guerra per le isole Falkland-Malvinas), la seconda scartando sei avversari partendo dalla propria metà campo. Lineker accorcerà le distanze, ma il gol servirà solo per dargli il titolo di capocannoniere. Semifinali: una è la rivincita di quattro anni prima, quella che vede opporsi Germania Ovest e Francia. Ancora una volta saranno i bianconeri a passare, 2-0 e tutti a casa (erroraccio del portiere Bats nel caso dello 0-1, ma poi il numero 1 transalpino provvederà a mantenere in vita la sua squadra fino al 90′, minuto in cui arriva il secondo gol). Un’altra doppietta di Maradona, con un altro gol esagerato, stende la sorpresa Belgio. In finale, vanno la Germania Ovest, che mai ha brillato in questa coppa, e l’Argentina, che viceversa ha brillato sempre, tranne che con gli azzurri (curiosità : nel 1978 fummo gli unici a battere l’Argentina campione e anche questa volta saremo gli unici con cui l’Argentina non ha vinto).
La Germania Ovest vestita di verde e l’Argentina con la tradizionale casacca biancoceleste scesero in campo il 29 giugno a Città del Messico in un clima afoso, a giocarsi la finalissima. L’arbitro del match è brasiliano, Arppi Filho. Si parte, il primo tempo si chiude sull’1-0 per i sudamericani, autore del gol è Brown. La Germania, alla sua quinta finale, sembra decisamente spenta, tant’è che nella ripresa, Valdano la trafigge per la seconda volta. La finale sembra archiviata, ma i tedeschi non sono domi, e Rummenigge al 73′ e Voeller all’81’ pareggiano incredibilmente i conti. Maradona non va a segno, ma illumina la squadra ancora una volta, con un grande lancio che mette Burruchaga a tu per tu col portiere Schumacher. Il diagonale è imprendibile, palla in rete e albiceleste di nuovo avanti, 3-2. Il risultato non cambierà più. Erano passati solo due minuti dal pareggio dei tedeschi. L’Argentina sale per la seconda volta nella sua storia nel gradino più alto del podio. E Maradona non ha ancora finito di stupire: un anno dopo trascinerà il Napoli al suo primo scudetto, per poi vincerne un altro nel 1990, anno dei mondiali italiani”¦
I risultati di Messico ’86:
Girone A: Italia-Bulgaria 1-1, Argentina-Corea del Sud 3-1, Italia-Argentina 1-1, Bulgaria-Corea del Sud 1-1, Italia-Corea del Sud 3-2, Argentina-Bulgaria 2-0 (Argentina 5, Italia 4, Bulgaria 2, Corea del Nord 1).
Girone B: Messico-Belgio 2-1, Paraguay-Iraq 1-0, Messico-Paraguay 1-1, Belgio-Iraq 2-1, Messico-Iraq 1-0, Belgio-Paraguay 2-2 (Messico 5, Paraguay 4, Belgio 3, Iraq 0).
Girone C: Francia-Canada 1-0, Urss-Ungheria 6-0, Francia-Urss 1-1, Ungheria-Canada 2-0, Francia-Ungheria 3-0, Urss-Canada 2-0 (Urss e Francia 5, Ungheria 2, Canada 0).
Girone D: Brasile-Spagna 1-0, Algeria-Irlanda del Nord 1-1, Brasile-Algeria 1-0, Spagna-Irlanda del Nord 2-1, Brasile-Irlanda del Nord 3-0, Spagna-Algeria 3-0 (Brasile 6, Spagna 4, Irlanda del Nord e Algeria 1).
Girone E: Uruguay-Germania Ovest 1-1, Danimarca-Scozia 1-0, Germania Ovest-Scozia 2-1, Danimarca-Uruguay 6-1, Danimarca-Germania Ovest 2-0, Scozia-Uruguay 0-0 (Danimarca 6, Germania Ovest 3, Uruguay 2, Scozia 1).
Girone F: Polonia-Marocco 0-0, Portogallo-Inghilterra 1-0, Marocco-Inghilterra 0-0, Polonia-Portogallo 1-0, Inghilterra-Polonia 3-0, Marocco-Portogallo 3-1 (Marocco 4, Inghilterra e Polonia 3, Portogallo 2).
Migliori terze: Bulgaria, Belgio, Uruguay e Polonia.
Ottavi di finale: Messico-Bulgaria 2-0, Belgio-Urss 4-3 dts (2-2), Brasile-Polonia 4-0, Argentina-Uruguay 1-0, Francia-Italia 2-0, Germania Ovest-Marocco 1-0, Inghilterra-Paraguay 3-0, Spagna-Danimarca 5-1.
Quarti di finale: Francia-Brasile 4-3 dcr (1-1), Germania Ovest-Messico 4-1 dcr (0-0), Argentina-Inghilterra 2-1, Belgio-Spagna 5-4 dcr (1-1).
Semifinali: Germania Ovest-Francia 2-0, Argentina-Belgio 2-0.
Finale per il terzo posto: Francia-Belgio 4-2 dts (2-2).
Finale: Argentina-Germania Ovest 3-2.