Inter, Rocchi: «Prima l?Europa poi la conferma» - Calcio News 24
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2013

Inter, Rocchi: «Prima l?Europa poi la conferma»

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CALCIOMERCATO INTER ROCCHI – Alla vigilia dell’appuntamento del San Paolo per la sfida contro il Napoli, Tommaso Rocchi ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, analizzando il momento dell’Inter e quello personale: «Mai visti tanti infortuni? In 17 anni no. Ma al di là del dato numerico, la cosa clamorosa è che quasi ogni giorno metti a posto una cosa e se ne ingarbuglia un’altra. Così ogni domenica è una salita. Una colpa della squadra? Non essere riusciti ad esprimersi al massimo e sempre nello stesso modo: che non vuol dire non dare il massimo, ma non va bene comunque. Cosa mi aspettavo? Una stagione diversa per l’Inter, più che per me: pensavo di lottare per la Champions League e magari di giocarla l’anno prossimo. La questione era semplice: avevo voglia di dare subito il 100%, ma il mio 100% in realtà era il 50%, per un problema di condizione dovuto ad una lunga assenza. Essere criticato non farà mai piacere, ma a quasi 36 anni e con 17 anni di calcio sulle spalle hai la maturità di andare oltre: mi interessava solo far diventare quel 50 un 100%. La svolta? Forse il gol numero 100, perché anche a 35 anni capita di aver bisogno di segnarne uno. Non avevo dubbi che l’avrei fatto, prima o poi: mi serviva solo una situazione positiva. Questione di sicurezza, più che di autostima».

L’attaccante nerazzurro, che arriva da cinque partita di fila da titolare e quattro giocate per intero, ha proseguito: «Una volta alla settimana si può giocare sempre, anche a 35 anni: diciamo che giocando ogni tre giorni può diminuire un po’ il rendimento. Vorrà dire che mi riposerò appena possibile: è soprattutto un augurio, significherebbe che Palacio e Cassano ci sono di nuovo. Una cosa da salvare della stagione? Beh, della prima parte tante. Adesso, il fatto che non sia ancora finita. E che con così tanti problemi sia ancora possibile prendersi un posto per la prossima Europa League. Inter-Lazio sfida chiave? Partite chiave lo sono tutte quattro, quella contro la squadra di Petkovic è uno scontro diretto. E per me sarà una partita ancor più particolare di quanto immaginassi».

Infine, sulla doppietta siglata nel 2009 al Napoli e alle prospettive future, tra Europa League ed un’eventuale conferma, Rocchi ha spiegato: «Ispirato nel 2009 contro il Napoli? Arrabbiato, più che altro: pensavo di giocare, invece panchina. Entrai, segnai in contropiede e poi con stop di destro e tiro di sinistro. Quella sconfitta costò il posto a Reja, che poi diventò il mio allenatore e me la menò per un sacco di tempo. Se una vittoria della Roma (nella finale di Coppa Italia, ndr) dovesse far bene all’Inter ben venga, ne sarei felice. Ma non chiedetemi di tifare Roma: mi diventa difficile… Europa League? Ti stanca, sicuro. Ma giocare è sempre bello, e anche importante per il club, a livello di immagine. L’esperienza di quest’anno può servire: ci vuole una rosa che consenta un vero turnover, mirato. Futuro? Gioco almeno un altro anno, altrimenti per soli sei mesi sarei rimasto alla Lazio. Non ho cambiato idea, anzi, e restare all’Inter, potendo, è da sempre la mia prima idea. Adesso ancora più che a gennaio».