Algoritmo, un coro di no da parte dei club. Marotta: «Non è una soluzione»

Inter Marotta
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L’algoritmo proposto da Gabriele Gravina per terminare il campionato non ha riscosso successo: Inter e Bologna le più contrariate

No, l’algoritmo non piace. L’idea di Gabriele Gravina per chiudere il campionato in caso di sospensione definitiva non è piaciuta a nessuno. C’è chi, come l’Inter e il Bologna, non esita a dirsi pubblicamente contrario, chi si è limitato a farlo in canali “privati” e chi non riesce proprio a dare un parere, perché i contorni dell’algoritmo restano troppo vaghi. La stragrande maggioranza dei club la considera una strada impraticabile, posizione che verrà resa esplicita al prossimo Consiglio Federale, in cui si partirà da una richiesta di chiarimenti. E anche il piano B, quello dei playoff e playout da far partire in caso di stop non definitivo, convince pochi, se non chi, giocoforza, potrebbe tornare a lottare per obiettivi ora lontani.

Queste le parole di Beppe Marotta raccolte dalla Gazzetta dello Sport: «L’algoritmo non può essere una soluzione. Come può considerare ‘l’imprevedibile’ che è alla base del calcio?. Siamo assolutamente contrari a qualsiasi soluzione alternativa che non sia quella di finire il campionato o cristallizzare la classifica. Se non si potrà chiudere il campionato è perché sarà ripartita l’epidemia, e allora non vedo come si possano giocare playoff e playout. Mentre l’algoritmo non è una soluzione: come può considerare “l’imprevedibile” che è alla base del calcio? Meglio considerare la classifica fino a quel punto».

Questo, invece, il commento dell’ad del Bologna Claudio Fenucci: «Premesso che l’obiettivo di tutti è finire il campionato alla 38esima giornata, credo sia prematuro affrontare l’argomento dell’algoritmo, perché non sappiamo esattamente di cosa si tratti. Mi pare che possa avere una sua funzione nel classificare le squadre della Lega Pro che sono divise in più gironi con più classifiche ma nel contesto di un campionato come la Serie A ritengo come ultima ratio, se il campionato si dovesse fermare, che il criterio oggettivo più idoneo sia la determinare la classifica sulla base della media punti di ogni squadra in rapporto alle partite giocate».