Ancelotti al Napoli, il colpo più grande dell’era De Laurentiis

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Aurelio De Laurentiis ha scelto: il prossimo allenatore del Napoli sarà Carlo Ancelotti. Si tratta del colpo più grande della sua era

Clamoroso epilogo in casa Napoli relativo alla questione allenatore: il presidente Aurelio De Laurentiis ha trovato gli argomenti per convincere Carlo Ancelotti sull’ambizione del progetto partenopeo. Scintilla scattata sin dai primissimi approcci tra le parti: il presidente, constatata la mancata volontà di Maurizio Sarri nel prolungare il suo legame con il club, ha puntato al colpo da novanta. Affidando il futuro del suo Napoli ad uno degli allenatori più vincenti nella storia del calcio: Carlo Ancelotti. Soltanto qualche anno fa l’eventualità avrebbe fatto sorridere al solo racconto. Ora il tutto è diventato una realtà. Un’incredibile realtà. Una realtà che il popolo partenopeo è pronta ad abbracciare con tutto il carico della sua passione, sognando quel colpo grosso finora più volte sfiorato ma mai centrato.

Ancelotti, il colpo aureo dell’era De Laurentiis

Tre Champions League, più di tutti gli altri: due vinte con il Milan ed una con il Real Madrid, l’ambita Decima della casa reale. Ed una finale persa, sempre alla guida del Milan, incredibilmente rimontato dal Liverpool. Una vittoria in Serie A (Milan), una in Premier League (Chelsea), una in Bundesliga (Bayern Monaco), una in Ligue 1 (PSG). Più un’infinità di coppe inferiori. In altre parole: Carlo Ancelotti ha vinto ovunque sia andato. In Italia, in Spagna, in Inghilterra, in Germania, in Francia. Non c’è bisogno di specificare alcunché sul curriculum di questo signore del calcio: Carlo Ancelotti è nel gotha più assoluto. Vincente dalla nascita, per inclinazione naturale, per essenza. Quel che tocca diventa oro. I successi, lo spessore umano, le invenzioni in campo: Pirlo playmaker, il resto ve lo ha raccontato la storia del calcio.

L’intelligenza e l’intuito di De Laurentiis: perfetto per Napoli

Andiamo oltre l’analisi del valore del tecnico e passiamo all’attuale contesto: il Napoli è reduce – senza troppi giri di parole – dalla più grande delusione della sua recente storia. Novantuno punti, un campionato oltre ogni limite, eppure non è bastato per prendersi il trono della Serie A: sulle ragioni dell’insuccesso ognuno si è fatto la propria idea. E non entriamo ulteriormente nel merito. Fatto sta che il mondo Napoli ne è uscito a pezzi nel morale. Uno stato d’animo ulteriormente aggravato dalle titubanze di Maurizio Sarri, per distacco l’allenatore più amato dell’era De Laurentiis, poco convinto sulla sua stessa permanenza all’ombra del Vesuvio. Svuotato nell’animo, indeciso sull’ambizione del Napoli e sul percorso della sua creatura, voglioso di una nuova esperienza professionale che ne arricchisse patrimonio e bagaglio culturale. La deduzione: qualsiasi scelta che non fosse stata così roboante non sarebbe stata compresa dalla piazza. Che l’avrebbe vissuta alla stregua di un ridimensionamento. Ed il rischio di una stagione sottotono, con la squadra scollata dalla piazza, si sarebbe palesato dietro l’angolo. Ma la risposta di Aurelio De Laurentiis è stata sportivamente scioccante: inizia l’era Ancelotti. E non ci resta che viverla. Alla faccia di chi vuole sempre e comunque includere il Napoli in una dimensione contenuta. Di quelli bravi sì, ma che non danno fastidio. Di quelli che avrebbero sostituito Maurizio Sarri con Marco Giampaolo, per la continuità del progetto tecnico. Beh, non è così.