Arsenal Chelsea: Arteta risorge, Lampard annaspa – ANALISI TATTICA

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© foto Instagram Arsenal

Il derby londinese Arsenal Chelsea ha completamente sovvertito i pronostici della vigilia rigenerando i ragazzi di Arteta e affondando quelli di Lampard

Sono stati giorni molto difficili per l’Arteta, alla guida di un Arsenal al peggiore inizio di stagione dal 1974 a questa parte. I Gunners avevano realizzato la miseria di 4 gol nelle ultime 10 partite, con il timore addirittura di essere invischiati in zona retrocessione.

Sarà stata la magia del Boxing Day, ma l’Arsenal esce dal derby contro il Chelsea nel modo in cui neanche il tifoso più ottimista si sarebbe immaginato: con un 3-1 che è anche leggero per quello che è stato l’andamento del match. E dire che i Gunners sono scesi in campo con un undici piuttosto sorprendente, colmo di giovani con pochissima esperienza in prima squadra. Pablo Marì, per esempio era alla prima partita in Premier League, così come il ventenne Smith Rowe. In panchina anche Aubameyang, con Martinelli che gli è stato preferito largo a sinistra.

Rispetto alla solita difesa a 3, Arteta ha optato per un 4-2-3-1 che – in un primo tempo spezzettato e non entusiasmante – è ben riuscito a fare emergere i limiti degli avversari. I Gunners hanno punto soprattutto sul proprio lato a sinistro, dove James si trovava spesso in inferiorità numerica contro Tierney e Martinelli. Il terzino del Chelsea è stato spesso puntato in velocità (come in occasione dell’azione che porta al rigore), con l’Arsenal che è stato bravo a isolare i propri esterni a sinistra.

Dopo aver chiuso il primo tempo con un doppio svantaggio, Lampard è rimasto visibilmente contrariato. Tant’è che non ha fatto rientrare in campo né WernerKovacic, sostituiti da Hudson-Odoi e Jorginho. Nella ripresa, il Chelsea ha cercato di premere con insistenza e tenere il pallino del gioco in mano: il possesso palla dei secondi 45′ recita un netto 69% in favore degli ospiti, che hanno schiacciato i Gunners per prolungate fasi della ripresa.

Il problema di Lampard è che questa supremazia territoriale è stata sterile, non si è tradotta in concreta pericolosità offensiva. E’ stato anzi l’Arsenal che, seppur in modo fortunoso, ha trovato il 3-0 con Saka, sfiorando successivamente più volte il poker. Basti pensare che, fino all’80’ (nel finale l’Arsenal ha concesso di più), il Chelsea aveva totalizzato appena 0.60 Expected Goals, un dato che testimonia la poca incisività della squadra.

E’ accaduto ancora una volta quello che avevamo scritto dopo il crollo in casa del Wolverhampton. Contro squadre passive che si difendono con un blocco medio-basso, il Chelsea ha ben poche idee e soluzioni, dimostrandosi una formazione abbastanza monotematica. Altro non fa che andare al cross (27 nel secondo tempo dell’Emirates), esasperando questa soluzione.

La squadra è abbastanza rigida e meccanica, con i giocatori restii dall’abbandonare le proprie posizioni di riferimento. Non si cerca di disordinare la struttura difensiva rivale con un palleggio più fluido ed elaborato. Di conseguenza, per l’avversario è relativamente facile difendersi contro il Chelsea, perché sa già che svuota il centro e ricorre quasi esclusivamente al “crossing game”, con triangoli in fascia tra ala, terzino e mezzala. Un qualcosa che abbiamo visto anche all’Emirates, dove i difensori dell’Arsenal sono stati bravi a a proteggere l’area di rigore.

Un esempio qui, la classica azione offensiva del Chelsea. Triangolo tra ala, interno e terzino. In questo caso, il palleggio è troppo lento: i blues non riescono a mandare nessuno al cross. L’Arsenal è corto e compatto, protegge bene l’area

Nel post partita, Lampard si è lamentato dell’atteggiamento di molti suoi giocatori, che hanno male approcciato un match importantissimo in termini di classifica. Il suo Chelsea continua però ad avere problemi tattici evidenti, con il talento a disposizione che non sembra valorizzato nel migliore dei modi.

Al contrario, Arteta si rilancia nel momento più drammatico, per giunta con una formazione colma di giovani. Vedremo se questo Boxing Day sarà ricordato come l’inizio del rilancio del suo Arsenal.