Atalanta Brescia: senza Gomez, Pasalic è fondamentale nel palleggio

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Pasalic è stato uno dei protagonisti di Atalanta-Brescia. Senza Gomez, il croato ha avuto un ruolo determinante nel palleggio

Quando si elogia l’Atalanta di Gasperini, ci si concentra come prima cosa sull’intensità e sull’aggressività. Si parla però poco, paradossalmente visti i 100 e più gol, della qualità della propria fase di possesso: della capacità di gestire il pallone, sapendo anche temporeggiare, e delle continue rotazioni e scambi di posizione che rendono la vita letteralmente impossibile per gli avversari.

Pasalic, autore di una tripletta in Atalanta-Brescia, ne è un esempio. Spicca in particolare per la qualità dei suoi movimenti senza palla e per la capacità di leggere la singola situazione. Il croato, che di solito si alterna da una posizione di mediano a una di trequartista (anche nell’arco della stessa gara), ha grandi capacità nell’aggredire gli spazi e riempire l’area. Tant’è che, soprattutto quando Zapata si defila, è proprio lui che occupa il centro dell’attacco compensando i movimenti del compagno.

Lo si è visto anche nella rete di De Roon, nata da un bel lavoro di sponda del colombiano a sinistra. In quel caso, è Pasalic al centro dell’attacco che fa da prima punta. Un calcio molto evoluto, in cui non esistono posizioni fisse, bensì l’occupazione razionale degli spazi. Un “disordine organizzato”, come ha twittato ieri Burdisso (che ha avuto Gasperini per 3 anni).

Il gol di De Roon, con Pasalic al centro dell’attacco.

Nel match contro il Brescia, ha fatto vedere per l’ennesima volta le sue doti nell’aggredire la profondità e nel riempire bene gli spazi dentro l’area (basti pensare ai suoi gol). La grande novità del derby è però stata il suo fondamentale ruolo di palleggiatore. Senza Gomez (in panchina), all’Atalanta mancava il proprio riferimento principale nel possesso. L’argentino non è più solo un trequartista: spesso si abbassa molto in supporto dei mediani per aiutare l’uscita dal basso, capita infatti che in molte situazioni che sia addirittura il centrocampista più arretrato.

Ieri Pasalic ha avuto compiti simili. Per quanto in teoria fosse un trequartista, si abbassava sempre molto quando la Dea palleggiava da dietro. Proprio come succede con Gomez, i due mediani (ieri Tameze e De Roon) si aprivano, e Pasalic si metteva in mezzo a loro. I suoi costanti abbassamenti hanno dato superiorità numerica al palleggio dell’Atalanta, che ha sempre trovato l’uomo libero. I movimenti del croato consentivano di superare stabilmente la pressione bresciana.

Due delle molte situazioni in cui si abbassa in mezzo ai mediani. Nella prima slide, il suo venire incontro consente a Tameze di trovare l’uomo libero.

Inoltre, ha dimostrato un’ottima pulizia tecnica in zone sensibili del campo, in cui un errore può rivelarsi sanguinoso. Pasalic è stato preciso e brillante nei passaggi, con bei tocchi che consentivano di trovare l’uomo dietro il centrocampo, e anche con diversi cambi di gioco sugli esterni. Ha gestito molto bene il possesso, anche in aree diverse rispetto a quelle a cui è abituato, con molte più responsabilità nell’impostazione.

Basti pensare che la media di Pasalic è di circa 50 passaggi ogni 90′: contro il Brescia ne ha fatti ben 84.

Qui, per esempio, trova Gosens tra le linee con un bel passaggio mancino di prima.

In zona di rifinitura, il croato ha dimostrato un’eccellente intesa con Malinovskyi con e senza palla. Il lato forte dell’Atalanta era quello destro, con l’ucraino leggermente decentrato e Pasalic che si associava vicino a lui. Approfittando di un Brescia molto perforabile il cui 4-4-2 concedeva buchi in mezzo, le combinazioni tra i due hanno trovato con continuità l’uomo tra le linee

I due ruotavano molto la propria posizione, con movimenti sempre coordinati. Di solito, Malinovsky si apriva con Pasalic che si inseriva in mezzo (basti pensare al primo gol). Tuttavia, capitava anche che il croato si defilasse e che il compagno si stringesse, con il Brescia che non riusciva a leggere queste rotazioni. Di conseguenza, la Dea ha trovato con facilità l’uomo libero sul centro-destra, approfittando di un Brescia fiacco e poco reattivo.

L’Atalanta ha concentrato il proprio gioco sul centro-destra, con Malinovsky e Pasalic che si muovevano molto. Si vede in queste due slide. 

Nelle azioni sopra, va notata la posizione di Zapata. Il colombiano non occupa il centro dell’attacco, ma è anzi defilato a sinistra. Lo scopo è quello di tenere occupato il terzino avversario, per poter poi consentire ai compagni di trovare Gosens libero tramite cambi di campo da destra. Cosa avvenuta, anche contro il Brescia, con buona continuità (4 passaggi chiave per il tedesco, record del match).

Insomma, l’Atalanta continua ad avere un ruolino incredibile. Anche facendo tantissimo turn-over, non cambiano né i risultati, né i principi tattici. Questo è un grosso merito di chi ha fatto la squadra, perché – nonostante un budget ridotto – ha dato a Gasperini una rosa lunga e con tanti giocatori intercambiabili. Pur con l’assenza di Gomez e Ilicic, l’Atalanta ha mantenuto standard offensivi incredibili grazie alle prestazioni di Pasalic e Malinovskyi.