Atalanta Cagliari: Zapata e Muriel incontenibili per la difesa rossoblù

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Muriel, Zapata e Gomez hanno seminato il panico in Atalanta-Cagliari. Gasperini sta dando fiducia al 3-4-1-2

L’Atalanta fa 3 su 3 e batte il Cagliari con un perentorio 5-2: la giostra del gol continua, visto che finora la Dea ha già realizzato la bellezza di 13 reti. Complici le assenze di Ilicic e Miranchuk, in queste prime partite abbiamo sempre visto la coppia ZapataMuriel, qualcosa che l’anno scorso non era frequente. Contro il Cagliari, hanno segnato un gol a testa, con l’ex Napoli che ha anche realizzato l’assist per la rete di Gomez.

In questo 3-4-1-2 dell’Atalanta, si osserva subito come le due punte non siano molto vicine tra di loro. Anzi, tendono entrambe ad aprirsi molto (un qualcosa che Zapata già faceva quando giocava da unica punta): Duvan va a sinistra, mentre Muriel si defila a destra. In tal modo, si connettono spesso con i quinti: anche contro il Cagliari, abbiamo visto connessioni di ottimo livello sia con Hateboer che con Gosens. Le punte sono quindi importanti nel creare spazio per gli esterni, consentono alla Dea di sfruttare meglio l’ampiezza.

Qui, per esempio, serve bene Hateboer alle spalle del terzino e poi va ad aggredire la profondità. L’Atalanta crea un 2 vs 1.

I due quindi svuotavano spesso il centro contro il Cagliari, visto che erano quasi sempre piuttosto aperti. Di conseguenza, è emersa con chiarezza l’importanza di Gomez e dei due mediani (Pasalic soprattutto). Il Papu, di fatto il principale regista e organizzatore della manovra, catalizzava la stragrande maggioranza del palleggio su di sé. Pur giocando trequartista, spesso veniva incontro e arretrava leggermente la propria posizione, con il centro della trequarti che era scoperto.

In quelle situazioni, erano determinanti i movimenti di Pasalic (il mediano sinistro), che si buttava dentro per riempire gli spazi liberati dal Papu. Proprio così è arrivato il terzo gol. Il croato conferma di avere smarcamenti di grande livello, con letture senza palla eccezionali.

Si vede con chiarezza. Gomez viene incontro e Pasalic si butta dentro, occupando lo spazio liberato dal Papu. Il croato riempie lo spazio tra Zapata e Muriel.

Inoltre, ora l’Atalanta ha due attaccanti con dati atletiche e fisiche sopra la media, che si esaltano nell’aggredire la profondità e puntare l’avversario. Contro il Cagliari, partivano sempre entrambi sul filo del fuorigioco per essere serviti alle spalle della linea difensiva dei sardi.

In questo modo sono arrivati due gol. Le loro caratteristiche rendono il gioco dell’Atalanta ancora più verticale: se con Ilicic si palleggiava di più in zona di rifinitura (con frequenti triangoli e combinazioni sul breve), oggi la Dea può appoggiarsi in modo diretto per le punte.

Oltre a un Gomez che in alcune circostanze è riuscito a trovarli con bellissimi passaggi alti, basti pensare al fatto che Palomino ha fatto ben due assist tramite verticalizzazioni dal basso: uno per Muriel e uno per Zapata. Insomma, c’è la possibilità di arrivare rapidamente nella metà campo avversaria, con i difensori che hanno anche la soluzione della ricerca per le punte. Prima si dipendeva un po’ troppo da Zapata, mentre ora anche a destra c’è un giocatore (Muriel) sempre pronto ad aggredire la profondità. Basti pensare alla bellissima rete fatta contro il Torino dall’ex Siviglia.

Nella prima slide, l’azione del quarto gol: Palomino lancia Zapata in profondità che può così puntare Walukiewicz. Nella seconda slide, Gomez viene incontro e lancia il colombiano in profondità.

Ovviamente è importante che Ilicic e Miranchuk tornino disponibili. All’Atalanta servirà più qualità tra le linee quando si affronteranno squadre solide dietro, entrambi sono degli importanti creatori di gioco. Tuttavia, in determinate situazioni la coppia Zapata-Muriel si può rivelare molto efficace, come abbiamo visto in queste partite.

I due attaccanti, quando giocano insieme, danno tanta verticalità all’Atalanta, che grazie a loro può ribaltare velocemente l’azione. Si sono rivelati incontenibili per i difensori avversari. Insomma, Gasperini ha una rosa estremamente ampia che consente tante soluzioni tattiche diverse.