Atalanta Sassuolo: i movimenti di Zapata decisivi per la vittoria orobica

© foto www.imagephotoagency.it

Analisi tattica Atalanta Sassuolo: i movimenti di Duvan Zapata sono risultati decisivi per la vittoria degli orobici

Atalanta-Sassuolo è stata una partita molto particolare. Il risultato finale (4-1) può lasciare intendere una gara a senso unico, ma in realtà i neroverdi hanno creato tantissimo in fase offensiva, sfiorando addirittura i 3 Expected Goals. I 3 difensori della Dea sono parsi in difficoltà, visto che molte occasioni del Sassuolo non sono provenute (tranne forse all’inizio) da insistiti palleggi dal basso, bensì da “semplici” lanci e verticalizzazione.

Quando il Sassuolo impostava, Consigli giocava spesso in una posizione molto alta fuori dalla propria trequarti in mezzo ai due centrali di difesa. Bastava un rinvio lungo da dietro per mettere in crisi la difesa dell’Atalanta, che ha faticato molto a coprire la profondità. A volte Caputo vinceva il duello aereo, in altre circostanze Caldara e Palomino leggevano male i movimenti avversari con questi che si involavano così verso la porta.

Queste dinamiche si sono verificate per tutti e 90′, come per esempio nell’occasionissima di Defrel su cui Gollini si è immolato.

Si vede chiaramente in questa slide, basta un lancio da dietro per mettere l’uomo solo davanti al portiere.

Se però l’Atalanta ha prevalso segnando 4 reti è perché altri aspetti hanno funzionato molto bene. Al netto di qualche difficoltà nelle verticalizzazioni subite, ci sono comunque state ampie fasi – soprattutto nella parte centrale del primo tempo – in cui il pressing uomo su uomo di Gasperini ha messo in seria difficoltà l’uscita neroverde, recuperando diversi palloni nella trequarti avversaria.

 

Nella slide sopra, che porta a un pallone pericoloso recuperato nella trequarti avversaria, si vede la disposizione della Dea. Gomez e Zapata si occupano dei due difensori centrali, mentre Pasalic (il trequartista) e Freuler (il mediano sinistro) marcano i due centrocampisti avversari. I terzini del Sassuolo sono invece presi da Gosens (il quinto di sinistra) e De Roon (il mediano destro). Hateboer restava invece più bloccato per seguire Boga, accorciando poi in avanti quando l’ala del Sassuolo veniva incontro nella propria trequarti. In questi casi, è molto difficile per l’avversario trovare un uomo libero.

Perché Zapata ha fatto la differenza

In fase offensiva, l’Atalanta si è disposta in modo leggermente diverso dal solito. Gomez, contrariamente ai propri standard, ha infatti agito piuttosto decentrato a destra: capitava che si stringesse, ma non finiva quasi mai a sinistra. Probabilmente, senza Ilicic, Gasperini voleva sfruttare i cambi di campo verso la fascia mancina, per servire Gosens in situazioni dinamiche. Proprio sul lato sinistro la Dea ha concentrato buona parte dei propri attacchi, dove Zapata e Gosens hanno seminato il panico.

Il tedesco è stato straripante contro Toljan, sia inserendosi alle spalle (come in occasione del secondo gol, su un lancio perfetto del Papu) che puntandolo in campo aperto. La difesa neroverde si è rivelata estremamente fragile e statica nei cross, con Zapata dominante dal punto di vista fisico.

Proprio la posizione del colombiano è stata una chiave tattica importante del match, che ha creato numerosi spazi per la Dea. Zapata si defilava quasi sempre a sinistra, per portare Marlon fuori posizione: l’Atalanta era sempre tempestiva nell’attaccare quello spazio, trovando la profondità alle sue spalle. Così è arrivato il terzo gol, con Gosens che si è inserito alla perfezione nel buco, creato da Zapata, in mezzo a Marlon (anche lì, Toljan era in ritardo).

Si vede anche qui. Zapata fa aprire Marlon, Pasalic va ad aggredire il buco creato.

Il colombiano è stato letteralmente dominante su Marlon, che non è riuscito a contrastarlo in nessuna situazione. Anche quando l’ex Napoli non si defilava a sinistra, effettuava preziosi movimenti a venire incontro fungendo da parete per i compagni. Grazie al suo gioco spalle alle porta, che Marlon leggeva sempre in ritardo, la Dea ha sfondato tante volte tra le linee. Pasalic e Gomez (e a volte i mediani) erano tempestivi nel raccogliere le sponde e buttarsi nello spazio.

L’azione del gol annullato a Gomez. Il Sassuolo è messo male perché vuole impedire le ricezioni di Pasalic e Gomez, lasciando però la soluzione di passaggio sul proprio centro-destra. De Roon può verticalizzare per Zapata, su cui Marlon è in ritardo. Pasalic legge in anticipo la giocata e raccoglie la sponda del compagno.

Insomma, pur senza Ilicic, l’Atalanta ha ripreso da dove aveva terminato, ossia generare tante occasioni da rete con grande facilità. Non possono però passare in secondo piano le difficoltà difensive mostrate nei 90′, con il Sassuolo che è arrivato troppo facilmente dalle parti di un Gollini che si è immolato più volte. Bastava una semplice verticalizzazione per generare grossi pericoli. Considerando che mercoledì c’è la Lazio, (ossia una squadra estremamente verticale), va coperta molto meglio la profondità.