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Bologna, altro che Europa! Schiaffo alle ambizioni: ma chi l’ha costruita la squadra?

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Il Bologna stenta a decollare. La formazione di Sinisa Mihajlovic sognava l’Europa ma è uscita ridimensionata dalle ultime sfide

Secondo Sinisa Mihajlovic il Bologna è una squadra da prime 8 posizioni in classifica. Lo ha detto lo stesso tecnico all’inizio della stagione. «Quest’anno penso che faremo meglio dell’anno scorso, è il minimo che possiamo chiedere, ma vogliamo stare costantemente nella parte sinistra della classifica provando di avvicinare i primi sette posti». Una chimera visto l’andamento del club rossoblù dopo un buonissimo avvio, con il pareggio in casa dell’Atalanta che forse ha fatto ‘montare’ la testa ai ragazzi di Sinisa Mihajlovic. Poi una vittoria allo scadere con il Verona, meritata ma sofferta. Poi l’inizio del tracollo con i 6 gol subiti dall’Inter, il 2-2 con il Genoa interno e il ko per 4-2 all’Empoli. Troppi gol incassati per una squadra che vuole lottare per l’Europa. Troppi gol incassati anche per una squadra che deve salvarsi. Il Bologna non funziona. Come scritto dopo la gara con l’Inter, è giusto l’atteggiamento offensivo di Mihajlovic ma non bisogna tirare troppo la corda. Bisogna trovare un equilibrio sopra la follia, come canta Vasco Rossi.

Le dimissioni di Sabatini: paga anche colpe non sue. Saputo vuole altre teste

Manca questo al Bologna. Spregiudicato, da ‘vita spericolata’ in campo e nella fase difensiva. Cambiare modulo, aggiungere un centrocampista in più, potrebbe cambiare le carte in tavola? Chi lo sa. Sin qui Miha ha sempre puntato sullo sfrontato 4-2-3-1 e nei momenti di bisogno ha anche abbassato Soriano nei due mediani. Urgono delle correzioni perché qualcosa sicuramente non quadra. E ora c’è anche un problema in dirigenza con Walter Sabatini che ha rassegnato le dimissioni ed è andato via dopo la batosta di Empoli. I problemi con Saputo sarebbero sorti nelle ultime ore con l’ex Roma che ha messo la testa sulla ‘ghigliottina’. In tribuna, il dirigente, a chi gli chiedeva conto della situazione, a mo’ di battuta, ha spiegato che «chi ha costruito (il Bologna, ndr) ha fatto una squadra del ca**o». La squadra non è competitiva e qualcuno deve pagare, è il succo del suo discorso di Sabatini al patron canadese: sono io quello che ti ha spinto a fare investimenti importanti, sono io quello che ora deve andarsene. Con il patron che vorrebbe arrivassero anche altre dimissioni (non quelle di Fenucci). Ed è giusto, ogni tanto, che qualcuno si assuma le proprie responsabilità quando le cose non vanno bene. Tutti bravi a chiedere gli aumenti…