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Goretzka Milan: un matrimonio da Champions. Il peso del tedesco nel Triplete del Bayern
Goretzka Milan: qual è stato il peso avuto dal centrocampista tedesco al Bayern Monaco. L’analisi completa
Il Milan guarda al futuro con ambizione e fissa nel mirino un colpo di altissimo profilo: Leon Goretzka. Il centrocampista tedesco, 31 anni compiuti a febbraio e prossimo allo svincolo dal Bayern Monaco, è l’uomo individuato per innalzare il tasso tecnico e di personalità della mediana rossonera, affiancando Modric e Rabiot. L’intesa economica c’è già (contratto triennale a 5 milioni netti a stagione) e c’è stato anche un primo contatto telefonico tra il giocatore e Max Allegri, segnale inequivocabile di come il tecnico livornese, artefice del nuovo corso rossonero, sia attivamente coinvolto nella costruzione della squadra.
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C’è però uno scoglio dirimente, una condicio sine qua non imposta dal giocatore e dalle ambizioni del club: la qualificazione alla prossima Champions League.
Il prestigio della Champions: l’unica moneta che conta davvero
La Champions League non porta in dote soltanto i fondamentali 60 milioni di euro dei premi UEFA, ma rappresenta il palcoscenico naturale per i top player. Giocatori del calibro di Goretzka vogliono confrontarsi con i migliori, e solo un Milan inserito nel “salotto buono” d’Europa può risultare attrattivo per chi, come lui, ha vinto tutto in carriera. A 31 anni, il nativo di Bochum cerca una nuova sfida affascinante, ma non è disposto a rinunciare al prestigio europeo. L’interrogativo troverà risposta definitiva già questo weekend: in caso di piazzamento tra le prime quattro in campionato, arriverà il sì definitivo e la formalizzazione dell’accordo.
Goretzka e la Champions: una storia d’amore (e di dominio)
Per capire l’importanza di un innesto come quello di Goretzka, basta ripercorrere il suo straordinario ruolino di marcia in Champions League: 73 presenze, 6 gol e 9 assist in oltre quattromila minuti giocati. Ma soprattutto, Goretzka è stato una delle colonne portanti della clamorosa Champions League 2019-2020 vinta dal Bayern Monaco.
Quell’edizione, segnata dal lockdown e dalla Final Eight di Lisbona, vide un Bayern inarrestabile (11 vittorie su 11 partite giocate, un record assoluto) passare dalla crisi sotto Niko Kovač al trionfo sotto Hans-Dieter Flick. In quel Bayern schiacciasassi, capace di travolgere 7-2 il Tottenham a Londra nei gironi e di umiliare il Barcellona di Messi con uno storico 8-2 ai quarti di finale, Goretzka formava una diga insuperabile a centrocampo insieme a Thiago Alcantara e Kimmich (spesso dirottato terzino).
Proprio nello storico 8-2 contro il Barça, il tedesco offrì una prestazione magistrale: fu lui a inventare il geniale e dolcissimo tocco morbido a scavalcare Lenglet per servire a Gnabry l’assist del momentaneo 3-1. Un gesto tecnico abbagliante in una partita dominata sul piano fisico e tattico. Titolare inamovibile in quel centrocampo, Goretzka giocò un ruolo chiave anche nella sofferta finale di Lisbona vinta 1-0 contro il PSG, ergendosi a diga per proteggere il prezioso vantaggio siglato da Coman.
L’identikit perfetto per Allegri
Oltre alla Champions 2020, Goretzka vanta un palmares sterminato: sette Bundesliga (l’ultima conquistata proprio quest’anno), tre Supercoppe di Germania, un Mondiale per Club, una Supercoppa UEFA e la Confederations Cup 2017 con la Germania (con cui vanta 67 presenze e 15 reti).
È il prototipo del giocatore richiesto da Allegri: un leader tecnico e carismatico, capace di abbinare intelligenza tattica, fisicità debordante e spessore internazionale. Se il Milan centrerà l’obiettivo Champions, Goretzka sarà la prima pietra miliare di un centrocampo stellare, portando in dote quella mentalità vincente e quell’esperienza (che affiancherà l’infinita saggezza calcistica di Luka Modric, fresco di rinnovo fino al 2027) fondamentali per compiere la definitiva risalita europea del Diavolo.