Bonaccini (governatore Emilia-Romagna): «Sarri, dov’è il bel gioco? Bologna da Europa»

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Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna, ha parlato alla Gazzetta dello Sport. Le sue parole

Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia Romagna, ha parlato alla Gazzetta dello Sport in vista del match di questa sera tra Bologna-Juventus. Queste le sue parole.

TIFO JUVENTINO – «Da quando? Fin da bambino. Pensi che ricordo come fosse ora il ritorno dalla finale di coppa Uefa a Bilbao, che permise alla Juve di vincere la prima coppa europea, ed avevo dieci anni. Mio papà tifa da sempre Juve, anche se in maniera distaccata. Per me il calcio invece è proprio una passione smisurata, tifo Juve ma seguo tutto il calcio, anche internazionale, da sempre. I miei amici mi prendono in giro perché conosco praticamente tutte le squadre e tutti i calciatori dagli Anni ‘70 ad oggi. L’idolo? Michel Platini, decisamente».

MIHAJLOVIC«Pochi giorni fa ha presentato a Bologna una campagna a sostegno dei ricercatori dell’Ail e ha detto che sta molto meglio. Ci ha insegnato a non mollare mai, con dedizione e sacrificio, come faceva peraltro in campo. Mi faccia anche dire con orgoglio che ha trovato in EmiliaRomagna una sanità di grande qualità. Sono felicissimo che il Bologna gli abbia rinnovato il contratto, dimostrandosi un club tra i più seri in circolazione».

BOLOGNA – «Giocatori che mi piacciono? Orsolini fra gli italiani. E poi secondo me avrà un gran futuro Tomiyasu».

CONTE ALLEGRI SARRI – «Mi piacevano tantissimo sia Conte che Allegri, così peraltro diversi tra loro. Il primo per come ha abituato la Juve a comandare il gioco è riportarla dove meritava di stare. Il secondo per la capacità di gestire situazioni complesse e anche saper sdrammatizzare. Purtroppo il bellissimo gioco di Sarri al Napoli, alla Juve ancora non si è visto, speriamo vinca lo scudetto e perché no si possa continuare a sognare la Champions, anche perché saranno i risultati a determinare il suo futuro».

BOLOGNA IN EUROPA O CHAMPIONS ALLA JUVE – «E se facessimo che succedono entrambe?».