Connettiti con noi

Hanno Detto

Cavani: «Allo United voglio lasciare il segno. Idolo? vi dico a chi mi sono ispirato»

Pubblicato

su

Il matador Edinson Cavani ha rilasciato un’intervista ai microfoni del Manchester United dove si è raccontato tra passato e presente

Edinson Cavani si racconta e lo fa ai microfoni del sito ufficiale del Manchester United. Il Matador, con un passato anche in Italia, ha ripercorso alcune delle tappe della sua carriera. Ecco le sue parole.

ESORDI – «Di tutte le cose che ricordo sempre della mia infanzia c’è una cosa mi torna sempre in mente: c’era un allenatore, Carmelo Cesarini, che è stato il mio primo allenatore da quando ero molto piccolo, e veniva a casa mia a prendermi. Mi prendeva e mi riportava a casa dopo gli allenamenti. Questo è qualcosa che mi è rimasto molto bene in mente. I miei genitori non potevano prendermi e riportarmi a casa perché lavoravano e lui invece lo faceva per farmi giocare a calcio”, ha raccontato Cavani. “Il passaggio in Europa a 20 anni? Posso dire che è una delle cose a cui aspiravo. A 20 volevo giocare nel calcio che conta. E arrivare in Italia è stato come vivere il sogno che avevo sempre sperato. Mio padre mi ha sempre fatto conoscere quell’ascendenza italiana e mio nonno aveva sempre voluto vedere i suoi figli e nipoti giocare a calcio. Quindi era qualcosa da cui ero attratto, andare a giocare e vivere in Italia»

IDOLI E SQUADRE – «Quello che ho sempre fatto è stato osservare e imparare fin da piccolo. Non ho mai nascosto di seguire molto Gabriel Batistuta. Ma anche altri grandi calciatori”. Giocatori importanti con i quali poi Cavani ha avuto modo di confrontarsi nella sua carriera vincente, dal Palermo al Napoli per poi passare al Psg e successivamente al Manchester United: “Quello che ho vissuto al Napoli è stato qualcosa di molto simile a ciò che vivo con la Nazionale. Tanti giovani calciatori e un gruppo cresciuto insieme. Sicuramente quel periodo è stata la svolta della mia carriera»

PSG – «Molto diversa come situazione rispetto al Napoli. All’inizio era diverso ma poi come rapporto è stato simile. Arrivavo in un club con tante stelle e campioni e a poco a poco ho dovuto lasciare la mia impronta. C’era un calciatore come Zlatan (Ibrahimovic ndr) che era molto competitivo. Era sempre pronto per la lotta e odiava davvero perdere. A nessuno di noi piace perdere ma lui lo ha sempre dimostrato anche più di molti altri con il suo carattere. Neymar? Ha la magia nei suoi piedi. Kylian Mbappé? Ha abilità e tecnica enormi, oltre ad un ottimo ritmo di giocate. Sono giocatori davvero di primo livello»

UNITED – «Infine un pensiero al presente: “Al Manchester United? Voglio lasciare un segno qui. Non solo aiutare i giovani a crescere”, ha spiegato Cavani. “Poi certo, io posso dare consigli e aiutare. Se le mie parole e quello che faccio è utile sono ben contento per loro. La cosa importante è che voglio lasciare qualcosa di positivo qui»

Advertisement