Connettiti con noi

Cagliari News

Cavasin: «Napoli-Milan per lo Scudetto? Occhio al terzo incomodo. Scommetto su Juric e Italiano» – ESCLUSIVA

Pubblicato

su

Ascolta la versione audio dell'articolo

Intervista esclusiva all’allenatore Alberto Cavasin, ora guida tecnica del Barisardo in prima categoria. Le sue parole sulla Serie A

Alberto Cavasin ha avuto coraggio. Ha scelto di ripartire. Perché partire è più semplice di ripartire. Si è rimesso in discussione all’età di 65 anni, accettando l’offerta del Barisardo, nella prima categoria sarda. Un allenatore di grande esperienza, che ha vinto campionati ed è stato premiato come migliore allenatore di Serie A con la Panchina d’oro nella stagione 1999-2000, per la salvezza ottenuta alla guida del Lecce. Un tecnico che non ha bisogno di presentazioni e che CalcioNews24.com ha avuto il piacere di intervistare. Due chiacchiere sulla sua attuale esperienza da allenatore, sulla sua carriera, ma anche sull’attualità, con i temi più caldi del nostro calcio e della Serie A in particolare.

Lei quest’anno è ripartito Barisardo, formazione che milita in Prima Categoria. Come si sta trovando? Perché un allenatore che ha vinto la Panchina d’Oro in A ha scelto di ripartire dalla prima categoria sarda?
«Qui sta andando abbastanza bene, abbiamo fatto 6 partite con 5 vittorie e un pareggio. Siamo partiti bene, abbiamo l’obiettivo di vincere il campionato. Ho scelto di ripartire da qui per una serie di coincidenze, per conoscenza di una serie di persone. Il presidente mi ha messo a disposizione una squadra praticamente di professionisti, qui facciamo 5 allenamenti alla settimana. Mi sono rimesso in gioco, faccio l’allenatore come fossi in altre importanti categorie e questo mi è bastato per dire di sì e venire qui».

Ora vanno di moda più certi tipi di allenatori, ci sono anche i filosofi del calcio. Si sente un po’ ‘dimenticato’?
«No, assolutamente. Ho fatto il percorso che hanno fatto tanti, come tutti. Quando parti, fai la gavetta, esplodi, cominci a fare qualche anno importante e io mi sono ritagliato sempre i miei spazi».

Crede che il calcio in Italia stia cambiando? Vede dei miglioramenti rispetto al passato?
«Come tutto nella vita, anche il calcio è in evoluzione. Ci sono sempre dei cambiamenti. Ora c’è più intensità, ci sono fisicità più importanti, ci sono allenamenti che portano i giocatori ad avere prestazioni migliori. Il calcio è sempre più bello, si gioca con più preparazione fisica, maggiore intensità. Io vedo il calcio sempre in miglioramento, in tutto e per tutto».

Parlando della Serie A. Napoli e Milan prime: 11 vittorie e un pareggio. Rendimento martellante. Se lo aspettava? Sarà un duello tra loro due fino alla fine?
«Sono partite molto bene. Hanno giocatori con caratteristiche importanti e possono lottare fino alla fine. Un campionato che secondo me non è chiuso con sole queste due squadre, manca ancora tanto alla fine e qualche altra squadra si può inserire».

Al terzo posto c’è l’Inter. Domenica c’è il derby: dovesse perdere, addio sogni Scudetto o c’è ancora tempo per la rimonta?
«Quella più vicina è l’Inter, quella che può attaccarsi al vertice. Un risultato negativo nel derby la allontanerebbe dalla vetta ma è un derby, sono due squadre molto forti, una sfida tutta da giocare».

A proposito di rimonte. La Juve la considera ormai fuori dai giochi?
«Non mi aspettavo che la Juve prendesse questa distanza dalle prime due. E’ difficile, difficilissimo, che possa rientrare quantomeno per il discorso Scudetto. E’ un anno di ricostruzione. Si pensava potesse essere meno faticoso ma le difficoltà sul campo si sono rivelate molto alte e la vetta è molto lontana».

Le romane hanno cambiato in estate puntando su due tecnici come Mourinho e Sarri. Chi ha fatto meglio dei due sin qui e chi farà meglio da qui alla fine?
«Lazio e Roma due squadre che hanno cambiato tecnici, puntando su due allenatori molto importanti. Sono due squadre che non sono nei primi due posti ma lotteranno per la Champions. Non vedo una favorita particolare in questo momento, vedo due squadre che possono arrivare tra il terzo e il quarto posto».

Zona salvezza, anche lì grande incertezza. Si aspettava di trovare in quelle zone Cagliari, Genoa e Samp?
«No. Cagliari, Genoa e Samp potevano avere una classifica diversa e, chi per un motivo chi per un altro, hanno trovato delle difficoltà e stanno soffrendo: penso che non sarà facile divincolarsi da questa classifica. Invece stanno facendo molto bene le neopromosse, si stanno comportando molto bene».

Parlando invece di allenatori. Lei è un tecnico esperto. C’è un allenatore, tra i più giovani, sul quale si sente di scommettere?
«Penso che Italiano della Fiorentina sia l’allenatore che sta dimostrando di essere tra i più preparati tra i giovani. Penso che sia lui quello che sta facendo meglio. Io ho molta fiducia anche in Juric ma è un allenatore che si deve riconfermare e lo sta facendo molto bene».