Cesar: «Mi sento un leader, ma sono cattivo solo sul campo»

© foto www.imagephotoagency.it

Il difensore sloveno commenta le prossime partite del suo Chievo. «Vorrei rimanere qui anche quando smetterò di giocare».

Bostjan Cesar, 35 anni, non ha nessuna voglia di smettere di giocare al calcio, ma una cosa è certa, vorrebbe in futuro rimanere in quella che lui definisce: «una grande famiglia».

Ma il presente lo vede ancora in campo con la maglia del Chievo Verona già domenica prossima sul campo del Sassuolo, poi ci saranno il derby con il Verona e l’impegno contro il Milan.

«Tutte le partite per noi sono difficili. Adesso siamo già pensato al Sassuolo perchè sappiamo che non è facile, ma in questo momento noi giochiamo bene, siamo tosti e questa è la strada giusta. Poi vogliamo vincere il derby perchè è sempre il derby, ma vogliamo vincere anche contro il Milan perchè sappiamo che i punti sono importanti per noi».

«Il livello di questa squadra è cresciuto, tutti gli elementi sono migliorati molti. Noi giocatori che stiamo assieme da tanti anni, quando arrivano momenti difficili durante le partite, siamo in grado di aiutarci l’uno con l’altro, e questa è la nostra forza».

Cesar in questo Chievo è un vero leader, come lo è nella nazionale slovena. «Mi sento leader. Questa cosa o ce l’hai o non ce l’hai dentro di te. Io sono una persona tranquilla. Sono quando sono in campo sono cattivo, ma poi quando finiscono allenamento o partita sono tranquillo. Con il mio carattere provo ad aiutare più persone che hanno bisogno di forza e coraggio».

Sul suo futuro non ha ancora deciso. «Sono contento a Verona che per me è la migliore squadra che c’è. Siamo come una grande famiglia. Non ho ancora deciso cosa voglio fare dopo la carriera ma sarei felice di poter rimanere qui al Chievo».