Connect with us

Hanno Detto

Claudio Gentile fa una rivelazione shock: «Quando allenavo l’Under 21, vennero da me con una borsa piena di denaro. È tuo mi dissero, se convochi chi diciamo noi»

Avatar di Redazione CalcioNews24

Published

on

Gentile

Claudio Gentile ha fatto questa rivelazione shock riguardante i tempi in cui allenava l’Italia Under 21. Cosa ha detto sul calcio italiano

Il momento di profonda crisi del calcio italiano ha suscitato la reazione indignata di una vera e propria leggenda azzurra. Claudio Gentile, indimenticato ex difensore della Juventus e campione del Mondo nel 1982 in Spagna, ha rilasciato una durissima intervista ai microfoni de La Repubblica, esprimendo tutta la sua rabbia e amarezza per il declino del movimento calcistico nazionale. Il suo sfogo parte da un dolore profondo per i recenti fallimenti: Mi fa male: è come se le continue sconfitte della Nazionale avessero cancellato anche un po’ di quello che conquistammo noi. Una macchia per tutti”.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

La critica ai giovani e l’appello per la ricostruzione

Analizzando le radici di questo crollo, l’ex difensore punta il dito contro un atteggiamento mentale ormai troppo diffuso tra le nuove generazioni e contro i vertici federali, rei di non aver tutelato il sistema: “Siamo genitori e nonni di ragazzi troppo fragili, noi non avevamo niente, loro hanno tutto, vogliono diventare Sinner, ma senza faticare troppo. Io all’oratorio menavo e non ci stavo a perdere, mai. Se ne esce cambiando un sistema dalla A alla Z, non solo qualche nome. La Federcalcio è totalmente da ricostruire, bisogna ridare libertà agli allenatori”.

Lo scandalo dei procuratori: la rivelazione sull’Under 21

Il passaggio più clamoroso e inquietante dell’intervista riguarda però l’ingerenza degli agenti e un presunto e scioccante tentativo di corruzione vissuto in prima persona durante la sua esperienza in panchina. Le sue parole sono un atto d’accusa pesantissimo: Le squadre le fanno i procuratori, anche la Nazionale, soprattutto la Nazionale. Quando allenavo la Under 21, vennero da me con una borsa piena di denaro: è tuo, mi dissero, se convochi chi diciamo noi. Risposi di andarsene subito, altrimenti avrei chiamato i carabinieri. Finì che mi fecero fuori. Se non sei un burattino non fai parte del gioco, però questa storia deve cambiare. Mi chiedo quando si avrà il coraggio di scegliere un ex giocatore, qualcuno che sappia davvero di cosa stiamo parlando. Uno di noi dell’82? Non siamo corruttibili, non succederà”.

La Serie A e la necessità di imporre gli italiani in campo

Infine, per risollevare concretamente il settore, l’ex ct suggerisce una soluzione drastica a livello normativo, basata anche sulle sue recenti esperienze da spettatore: Per strada mi ferma tanta gente e mi chiede cosa sta succedendo. “Voi eravate uomini”, mi dicono. Io vado spesso allo stadio a vedere il Como, mi diverto, però in quella squadra non c’è l’ombra di un italiano. E allora mi dico che così non va. Devono scrivere una norma che renda obbligatoria la presenza di almeno quattro giocatori italiani nella formazione iniziale di ogni club di serie A, ma io farei anche cinque”.

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

Change privacy settings
×