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Delneri: «L’eliminazione della nazionale un dispiacere feroce. Ora si deve crescere»

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Il tecnico dell’Udinese, alla vigilia della partita interna contro il Cagliari, parla anche del caso-Behrami e delle potenzialità della sua squadra.

Domani pomeriggio l‘Udinese riceve alla Dacia Arena il Cagliari. La formazione di Gigi Delneri però non gioca da tre settimane perchè prima della sosta per le nazionali aveva saltato la partita contro la Lazio rinviata per maltempo. Questo potrebbe essere un problema, ma non per il tecnico di Aquileia.

«Non è vero che non giochiamo da tre settimane, abbiamo fatto l’amichevole sabato, molti ragazzi hanno giocato nelle rispettive nazionali. Certo la continuità è positiva, ma comunque adesso affrontiamo una squadra che è nostra pari in classifica e quindi tosta come tutte quelle in Serie A. Abbiamo sopperito alla sosta con gli allenamenti e vedremo domani cosa succederà».

In queste settimane ha tenuto banco il caso-Behrami. «Non ho ancora deciso se andrà in panchina, giocherà o andrà in tribuna. Dobbiamo valutare cos’è meglio per noi, ma soprattutto per lui. Oggi si è allenato, ma non vogliamo rischiare soprattutto considerando che da qui al 6 gennaio abbiamo diverse partite. In nazionale ha fatto le sue cure, secondo me è stato creato un pandemonio per niente. Non ha giocato, è stato fermo. Io e lui abbiamo parlato, abbiamo un rapporto corretto e giusto. Voleva stare vicino alla sua nazionale per il passaggio del turno. Aveva detto che se stava bene avrebbe giocato, invece non ha giocato, secondo me si è comportato in maniera corretta. Io mi affido molto ai giocatori più esperti: Behrami, Danilo, Hallfreddson, Bizzarri sono tutti giocatori che possono dare una spinta in più ai compagni e insegnare loro a crescere e per questo sto vedendo una squadra che sta crescendo. Gli indisponibili certi per noi sono Hallfredsson e Larsen che però può venire sostituito da Widmer».

Facendo proprio riferimento all’amichevole di sabato, si è messo particolarmente in luce Stipe Perica autore di una tripletta, ma Delneri non si sbilancia su un suo possibile utilizzo dal primo minuto. «Vedremo vediamo come affrontare la squadra avversaria. Tutti i giocatori sono importanti, devono essere disponibili ad accettare le decisioni e mettersi a disposizione della squadra sia che giochino subito sia che entrino in corsa. Ne partono 11 giocano, ma poi tre entrano e noi pensiamo evidentemente che possano dare qualcosa. Abbiamo la visione di una crescita generale dei giocatori e della consapevolezza di poter far bene, e per me questo è importante. Spero che possano mantenere questo atteggiamento fino in fondo. La nostra strada non è in discesa e non lo sarà, noi cerchiamo di salire un po’ alla volta con la consapevolezza che possiamo fare bene grazie alla positività interna che si creata dopo le due vittorie consecutive. Noi non ci basiamo su un giocatore, ma sulla squadra. Ogni giocatore che sta all’Udinese deve sostenere la squadra. Noi non siamo un giocatore singolo».

Il tecnico poi passa a delineare le caratteristiche dell’avversario di domani, il Cagliari di Lopez. «Ha giocatori buoni, la batteria d’attacco non è affatto male. E’ una squadra strutturata per fare bene, sono fisici e dinamici con un giocatore di esperienza in regia come Cigarini che non ha nulla da invidiare a nessuno. Non valuto il Cagliari solo per le punte che ha, gioca un calcio diverso da un mese fa non cambiando l’attitudine a creare, ha vinto due partite all’ultimo minuto. A mio avviso non è importante chi fa gol, l’importante è fare gol. Se batto 6 caldi di rigore vuol dire che vado per lo meno sei volte in area avversaria. Per noi è una partita da combattere fino in fondo non dando mai nulla per scontato».

Non può infine mancare una battuta sull‘eliminazione della Nazionale Italiana dai mondiali di Russia 2018. «E’ un dispiacere feroce, ma il calcio insegna che dalle grandi sconfitte si può solo fare meglio. Dispiace molto ma se questo serve a crescere… Adesso osservo anche l’Olanda, anche lei è uscita nonostante sia stata un’innovatrice nel calcio e adesso è fuori dal mondiale. Lo stesso il Cile. Dispiace per i ragazzi, per l’allenatore, nonostante le polemiche, perchè sono certo che hanno dato il massimo. Spero ci siano la volontà e la forza per migliorare e non solo singolarmente ma anche strutturalmente, dando la possibilità di crescere prima ai ragazzi che oggi hanno spazi ristretti in cui muoversi. Bisogna trovare quelle dinamiche che permettano ai giovani di crescere, penso ad esempio alle scuole creando spazi per lo sport, non solo il calcio. La cultura delle grandi università dello sport in Italia non c’è. Bisogna dare loro la possibilità di crescere nell’ambiente sociale dove vivono. Speriamo che questo risultato sia fattore di un grande miglioramento».

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