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Deschamps: «Favorite al Mondiale? Le solite. Vi racconto la Francia»

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Didier Deschamps, commissario tecnico della Nazionale francese, ha fatto il punto della situazione verso Qatar 2022

Didier Deschamps è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport in vista di Qatar 2022.

GIROUD – «Sa ciò che voglio da lui. La sua situazione è cambiata rispetto all’Europeo, ma ho fiducia in lui per ciò che fa in campo e fuori. I gol non sono determinanti, la decisione era presa da un po’. Considero che sia meglio per la Francia che sia con noi. Tutti vorrebbero essere titolari, ma il gruppo è più importante».

MAIGNAN – «Purtroppo non poteva essere operativo in tempo, senza bruciare le tappe. A volte la maglia può pesare, ma ha avuto sfortuna con l’infortunio delicato al polpaccio. Da lunedì ho bisogno di giocatori pronti a focalizzarsi sul Mondiale».

RABIOT – «Con noi si è già affermato da tempo ai massimi livelli. Non entro nel dibattito dei ruoli che ricopre in club o sui problemi della Juve. Adrien è un grande giocatore d’esperienza, di equilibrio, come ama considerarsi. Conto molto su di lui».

THEO – «Si valutano troppo i terzini su assist e gol, ma restano dei difensori. A Theo chiedo di fare quel che fa molto bene al Milan: ha ottime doti di cross e tiro, propende per l’attacco, va equilibrato con piccoli aggiustamenti, come fa con Pioli».

VANTAGGI E SVANTAGGI DEL MONDIALE ORA – «In Brasile avevamo 28 giorni di ritiro, 24 in Russia, quest’anno una settimana. Non è ragionevole. I giocatori arrivano meno stanchi, ma rischiano più infortuni perché hanno giocato ogni tre giorni. Non ci sono viaggi da fare ma non ci alleniamo dove si gioca».

FUTURO – «Non è un problema, non penso al futuro. Finora non è andata male. Serve adattarsi, evolvere. Motivazione e determinazione sono intatte. Rimango pragmatico e punto a passare il girone. Poi ogni gara sarà una ghigliottina».

FAVORITE – «Favorite, le solite: Brasile, Argentina, Germania, Inghilterra, Spagna, ciascuna con traiettorie differenti, a volte ascendenti come per l’Olanda. Ma ormai dalle semifinali in poi, di sorprese se ne vedono sempre di meno».





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